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Livorno

INAUGURATA LA CANTINA

Ecco la nuova casa della Coppa Barontini

Ecco la nuova casa della Coppa Barontini

LIVORNO. La Coppa Barontini ha una nuova casa. È la cantina sugli Scali del Ponte di Marmo, 200 metri quadrati inaugurati sabato sotto gli occhi di circa 150 persone. E del nuovo sindaco Filippo...

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LIVORNO. La Coppa Barontini ha una nuova casa. È la cantina sugli Scali del Ponte di Marmo, 200 metri quadrati inaugurati sabato sotto gli occhi di circa 150 persone. E del nuovo sindaco Filippo Nogarin, che ha salutato il comitato organizzatore della storica manifestazione. «Per me è un onore essere qui – ha confessato – le gare remiere mi affascinano da sempre. Noi vogliamo aiutare e ridare vigore a questo mondo, che deve essere al centro dell'attenzione di Livorno e non solo. Questo infatti non è soltanto uno sport, ma è anche parte della cultura labronica».

Il sogno è realtà. Prima c'è stato il taglio del nastro da parte di Monica Ria, ex presidente della Circoscrizione 1 e ora eletta in consiglio comunale per il Pd: «Questo luogo deve diventare il centro culturale e sportivo del turismo di Livorno»o. Poi Maurizio Paolini, che ha curato la ristrutturazione della cantina, ha consegnato le chiavi a Massimiliano Talini, presidente del comitato organizzatore. Quindi tutti dentro la sede: due ingressi, foto delle edizioni del passato sulle pareti e due tv che hanno trasmesso alcuni filmati sulla storia della nuova casa della Barontini. «Questa è l’unione di due cantine che la Provincia ci ha dato qualche anno fa – ha sottolineato Talini – nelle quali abbiamo lavorato tanti anni. E ora il nostro sogno è diventato finalmente realtà. È tutto frutto del volontariato di persone, di imprese e di soggetti importanti, visto che noi non abbiamo fondi. La cantina è a disposizione della città e di tutti coloro che puntano sulla cultura e sul turismo. Il nostro obiettivo è infatti quello di portare qui dentro gli studenti e i turisti, coinvolgendoli in varie iniziative».

Festa della città. All’interno della cantina c’è anche una piccola imbarcazione, dipinta di giallo e di rosso, che sono i colori del Pontino. «Ma presto metteremo anche i colori degli altri rioni – precisa il presidente del comitato organizzatore – e dell’arcobaleno della pace. Comunque il giallo e il rosso ricordano da dove veniamo, cioè dalla sezione San Marco Pontino del Partito Comunista Italiano. La Barontini è nata infatti come festa del partito (nel 1966, ndr), grazie anche al sostegno del presidente della Repubblica Saragat. Ma da anni è diventata una festa della città. E lo sarà sempre di più».

Gianni Tacchi

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