Il Tirreno

Livorno

Si spara nel parco davanti ai passanti

di Lara Loreti
Si spara nel parco davanti ai passanti

Tragedia alla Rosa: un uomo di 73 anni si è tolto la vita con una pistola a pochi passi da alcuni bambini che giocavano

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LIVORNO. Togliersi la vita sparandosi in un parco, alle 11 di mattina, sotto gli occhi dei passanti, a pochi metri da un gruppo di bambini che gioca a palla. Un gesto disperato. E un grande choc alla Rosa, nei giardini di via Montessori. Sotto a un albero accanto a una sedia: questa la location scelta dalla vittima, un livornese di 73 anni, per suicidarsi. S’è sparato alla testa con una pistola, caricata con diversi colpi, da lui regolarmente detenuta e denunciata in questura. Una scena a cui ha assistito un nonno livornese di 67 anni che, approfittando della bella mattinata di sole, era a spasso nel parco con il suo nipotino. È stato lui a dare l’allarme. «Ho sentito uno scoppio, proprio come un colpo di pistola, mi sono girato e ho visto un uomo accasciarsi. Mi sono avvicinato e ho constatato che era morto», ha rivelato alla polizia, sul posto per i rilievi.

Pochi minuti prima delle 11, di sabato mattina, il parco brulica di gente: chi è a passeggio col cane, chi è seduto su una panchina, chi passa in bici. E tanti bambini che giocano alle altalene e con il pallone. Il 73enne arriva da solo. Camicia blu a quadretti e jeans, ai piedi le ciabatte. Con sé ha la sua pistola, ma è nascosta. Nessuno la nota. Il 73enne va nella parte più a sud del parco: lì c’è un albero, accanto al quale si trova un palo, a cui da tempo è attaccata una sedia. Lui la slega e la mette sotto alle fronde. Quindi prende l’arma e si spara alla testa.

È un attimo. Lui si accascia, l’arma giace accanto al suo fianco. E quel corpo steso ai piedi del robusto tronco marrone sembra ancora più piccolo. Da lontano, per fortuna, non si riesce a vedere il volto devastato dell’uomo. Ma la sua salma viene notata dai presenti. E tutti sono sconvolti per l’accaduto. Soprattutto il nonno e il suo nipotino.

Scatta l’allarme al 118 e sul posto accorrono i soccorritori della Svs con il medico. Provano a rianimarlo, ma non c’è nulla da fare. Arrivano poi tre volanti della polizia e una gazzella dei carabinieri in supporto. Compito delle forze dell’ordine è transennare l’area, in un vasto quadrilatero, e rispondere in qualche modo alle continue domande dei numerosi bambini sul posto: «Cosa è successo? Perché si è sparato?». Ci pensa un poliziotto ad allontanare i piccini con sana ironia: «Chi è tra voi il capo? Forza ragazzi, andate più in là... Qui non si può stare».

Intanto le forze dell’ordine avviano tutti gli accertamenti che vanno per le lunghe perché ,prima di muovere il corpo e cercare il documento per dare un nome alla vittima, bisogna aspettare che la polizia scientifica faccia tutti i rilievi. A destare particolare preoccupazione è quella pistola, ancora carica - a terra accanto al corpo - che comunque si rivelerà regolare. Svolti tutti gli accertamenti, la polizia riesce ad andare più a fondo del caso: a spingere il 73enne a farla finita sarebbe stata la sua difficile situazione economica. Nonostante l’età, faceva un lavoretto, ma l’aveva perso. Vedovo e con mille spese da sostenere, il 73enne non ha visto altra via d’uscita davanti a sé. Disperato il figlio: tocca a lui il riconoscimento della salma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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