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Mendella respinge le accuse: «Mai preso soldi»

Mendella respinge le accuse: «Mai preso soldi»

La difesa del colonnello arrestato per concussione: «Contro i Pizzicato sette informative in Procura»

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LIVORNO. «Non ho mai ricevuto soldi, anzi ho presentato più volte all’autorità giudiziaria, tra il 2011 e il 2013, comunicazioni in ordine a reati ascrivibili ai fratelli Francesco e Giovanni Pizzicato», gli imprenditori titolari della Gotha spa, che hanno raccontato ai pm di Napoli di aver pagato 30mila euro al mese al commercialista De Riu per corrompere Fabio Massimo Mendella. S’è difeso così ieri l’ex comandante provinciale della Guardia di finanza di Livorno in un interrogatorio durato oltre 4 ore. Il colonnello, arrestato mercoledì scorso per concussione in quanto accusato di essere coinvolto in un giro di tangenti, ha spiegato al gup del Tribunale di Napoli, Dario Gallo, che proprio nel luglio del 2013, per i due imprenditori pendeva una informativa per la quale «si ipotizzava il reato di associazione a delinquere finalizzata a frode tributaria». Inoltre, ha aggiunto Mendella, «sollecitavo i pm a chiedere un sequestro preventivo per equivalente». Assistito dagli avvocati Alfonso e Guido Furgiuele, l’ufficiale ha affermato che quando era responsabile a Napoli delle verifiche fiscali, nei confronti dei fratelli Pizzicato aveva redatto in tutto sette informative nelle quali si denunciavano le frodi fiscali da loro commesse (per una delle quali, ha sottolineato, Mendella ricevette anche un encomio). L’ufficiale ha anche evidenziato come l’ultima informativa sia del giugno 2013 ricordando che a novembre l’imprenditore Giovanni Pizzicato si è presentò in Procura per denunciare la presunta concussione, bloccando gli effetti dell’informativa.

Mendella ha poi sostenuto di avere pagato la vacanza in Sardegna del 2006, nel corso della quale, grazie all’amico commercialista Pietro Luigi De Riu (anche lui arrestato nell’ambito dell’inchiesta), conobbe Giovanni Pizzicato.

Quanto al patrimonio immobiliare da lui posseduto, che varrebbe meno dei 900mila euro secondo i calcoli dalla Digos, ha spiegato di averlo acquistato con denaro di provenienza lecita, come ritiene di avere dimostrato grazie a documenti. Un altro punto affrontato è stato quello dello spostamento a Roma della società Gotha, dei fratelli Pizzicato, avvenuto subito dopo il trasferimento nella capitale dell’ufficiale. Secondo Mendella, l’autorizzazione a indagare in deroga riguardava altre società dei Pizzicato con sede a Milano nell’ambito di un’inchiesta ampia su presunte illegalità fiscali commesse dagli imprenditori.

Ha annunciato che in settimana chiederà inoltre di depositare una memoria difensiva e una serie di documenti per cercare di dimostrare quanto raccontato al gip.

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di Redazione web