Gioco
Una casa per i bimbi con disagio Ma mancano ancora 40mila euro
LIVORNO. Si chiamerà Casa Papa Francesco e accoglierà i bambini da 0 a 6 anni che si trovano in una situazione di forte disagio. A presentare la struttura ai giornalisti è stata suor Raffaella...
LIVORNO. Si chiamerà Casa Papa Francesco e accoglierà i bambini da 0 a 6 anni che si trovano in una situazione di forte disagio. A presentare la struttura ai giornalisti è stata suor Raffaella Spiezio, presidente della Caritas di Livorno, che non nasconde l’entusiasmo per questo progetto a cui - precisa - «tengo tantissimo».
La struttura, che è stata completamente ristrutturata dalla congregazione Figlie della Carità San Vincenzo de Paoli, di cui fa parte anche suor Raffaella, si trova a Quercianella, immersa in un paradiso di tranquillità, tra gli ulivi e il rumore del mare che si infrange a pochi metri, sugli scogli.
Per ristrutturare l’edificio la Congregazione ha speso 400mila euro: «Qui accoglieremo i piccoli che hanno subito maltrattamenti o che sono stati abbandonati - racconta suor Raffaella – abbiamo deciso di dedicare questa casa al Santo Padre perché è il Papa di tutti i bisognosi».
La struttura è molto accogliente, le pareti sono già state tinteggiate e piastrellate, nei bagni sono già stati inseriti i sanitari, manca solo l’arredamento: i lettini nelle camere, i giochi nella zona nido, i mobili nella cucina. Per arredare la casa e cominciare ad accogliere i bambini, una decina in tutto, servono circa 40mila euro ed è già partita la gara di solidarietà tra le associazioni livornesi.
Tra i primi a dare il proprio contributo c’è il Lions Club che, per mano del presidente Gino Baldi, ha offerto 5mila euro: «Il nostro obiettivo è di proseguire con questo finanziamento anche nei prossimi anni». Anche i cittadini si sono dati da fare, suor Raffaella mostra alcuni degli oggetti frutto della generosità dei livornesi, che sono stati consegnati presso la sede della Caritas di via delle Cateratte: c’è persino una bicicletta nuova di zecca donata da un bambino piccolo. «Vorrei che questa struttura fosse subito utilizzabile – confessa suor Raffaella, con il sorriso sulle labbra – ma c’è da fare ancora tanto, dobbiamo andare a scegliere i mobili, gli oggetti, tutto, e servono ancora molti soldi, per questo ringrazio il Lions Club e tutte le altre associazioni che intendono aiutarci».
Chiunque volesse offrire il proprio contributo può farlo attraverso il 5xmille o con una donazione alla Caritas.
Valeria Cappelletti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google