Gioco
Quei surfisti speciali sulla tavola a motore
L’idea di Federico Mantovani per far planare sulle onde i disabili livornesi. Scafo costruito tra Usa e Vietnam, domenica la presentazione ufficiale
(Video di Rachele Campi)
LIVORNO. E' l'ora di pranzo. Luca non ha tanta voglia di mangiare e se ne sta in disparte, annoiato sotto l'ombrellone. Butta un occhio verso il mare e vede che Jonathan, su e giù dalla battigia verso il mare aperto, sdraiato a pancia in giù su quella strana tavola si sta divertendo davvero, come un bambino. Bisbiglia qualcosa alla mamma, lei subito si alza e va incontro a Federico: la potrebbe provare anche mio figlio? «Ma scherza signora? Ci sono apposta, sono contento che me l'abbia chiesto...».
Luca vince l'imbarazzo, indossa il caschetto, il braccialetto wifi e in un nanosecondo abbatte tutte le paure. Anche lui prova le sensazioni di un surfista, aiutato a raggiungere lo spot, dove l'acqua si increspa, dal motorino nascosto sotto un vano e azionato da un pulsante al polso. Una tecnologia senza fili sicura, in grado di bloccare la tavola nel caso il ragazzo scivolasse in mare. Quando torna a riva sorride, felice.
Ma che hanno di diverso Luca e Jonathan? Luca, 16 anni, studente del Cecioni ha un'importante dismetria degli arti inferiori; Jonathan, 38, ex operaio Ltm, è rimasto invalido qualche anno fa in seguito a un grave incidente in scooter.
La presentazione ufficiale delle due tavole da surf motorizzate per disabili è prevista (condizioni meteo permettendo) domenica mattina dalle 10.30 alle 12.30 alla spiaggia dei Tre Ponti ma intanto ieri, il promotore dell'iniziativa, Federico Mantovani, per il Tirreno ha organizzato una prima prova.
«Questo speciale modello è unico in Europa – sostiene Mantovani – e per capire il motivo per cui mi sono imbarcato in questa avventura, devo raccontarti la storia fin dall'inizio».
Buon compleanno. Domenica 17 novembre 2013, Federico, conosciuto da molti per la sua passione “surfistica” e per un frequentato salone di parrucchiere davanti al Goldoni festeggia 50 anni. Anniversario fatidico, e in testa gli passa l'idea di una festa differente. Niente regali – dice – solo un'offerta. Uscendo in mare con gli amici dell'associazione Sil (con cui però si aprirà un contenzioso, ne parliamo a parte) ha scoperto l'esistenza di tavole con un piccolo motore interno adatte a qualunque tipo di disabile (con varie menomazioni motorie, o anche i non vedenti), si è interessato alla storia e ne vuole acquistare un paio da donare a questo scopo. Il party va meglio del previsto, aderiscono in massa amici e clienti, un contributo arriva pure da Paolo Migone e Dario Ballantini. La raccolta alla fine della giornata è notevole: novemila euro. «Hanno partecipato seicento persone – racconta Federico – la gente si è fidata di me, sa che avevo un progetto senza scopo di lucro. E' dall'età di tredici anni che vivo in mare, il surf è vita e desideravo che anche ragazzi diversamente abili avessero la possibilità di apprezzare il valore di una passeggiata sulle onde».
Dagli Usa, via Vietnam. Federico nel frattempo ha nominato l'iniziativa “Re-able life surf”, distribuito magliette con un logo d'impatto (un invalido in carrozzella con il pollice in su ridendo cavalca l'onda, a cura di Tommaso Eppesteingher), e insieme al suo team contatta alcune aziende livornesi affinché presentino un preventivo: un lavoro di importazione poiché i motori vengono prodotti negli Stati Uniti e le tavole assemblate in Vietnam. Jimmy Lewis distribution di Antignano è l'unica che – secondo il racconto di Mantovani – accetta l'incarico e in poco tempo le tavole, del peso di 20 kg e realizzate con materiali high-tech, sbarcano in città. «Domenica faremo una dimostrazione libera ai Tre Ponti. Il centro Windsurf Tre Ponti si è reso disponibile a conservarle gratuitamente e forse sarebbe la cosa migliore perché sarebbero qui a un passo dal mare, pronte per l'utilizzo».
Caro Nogarin... Mantovani ha già pronta una richiesta per il neo-sindaco Filppo Nogarin. “La spiaggia dei Tre Ponti è perfetta così com'è, manca solo una passerella di modo che le carrozzine dei disabili possano raggiungere l'acqua con facilità. Il mio scopo è quello di mettere le tavole a disposizione di tutti coloro che le richiedono, senza tessere o vincoli. Si sono già interessate persone da Cecina e Tirrenia, mi hanno cercato persino da Venezia. Non cerco né soldi né pubblicità: è un'iniziativa personale, fatta perché mi riempie il cuore vedere questi ragazzi sulla tavola praticare lo sport che amo».
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