Il Tirreno

Livorno

Il Pd affidato braccio destro di Renzi: "A Livorno per ricostruire"

di Juna Goti
Il Pd affidato braccio destro di Renzi: "A Livorno per ricostruire"

Livorno, "commissario-traghettatore" del partito sarà l'europarlamentare Nicola Danti. Domenica i vertici del Pd regionale in città: "Aiutiamo il Pd cittadino a ritrovare la fiducia dei livornesi"

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LIVORNO. Sarà Nicola Danti, numero due del PD regionale, il “commissario-traghettatore” del Partito Democratico di Livorno dopo il crollo elettorale che l'8 giugno ha visto diventare sindaco Filippo Nogarin, del Movimento 5 Stelle. Anche se da Firenze per ora non vogliono usare la parola “commissariamento”, dicono chiaramente che “c’è bisogno di un aiuto per ricostruire, per far ripartire il partito e aiutarlo a recuperare il rapporto con la città”.

L'ipotesi di un commissariamento di fatto, anche se per ora non negli atti, del partito livornese era nell'area da qualche giorno, soprattutto da quando il segretario territoriale, Samuele Lippi, è stato eletto sindaco di Cecina e il segretario comunale, Jari De Filicaia, ha messo sul tavolo le proprie dimissioni, chiedendo di fare altrettanto ai segretari dei circoli cittadini.

Il nome di Nicola Danti per dare una mano in questa fase delicata è stato fatto dalla segreteria regionale dei democratici che si è riunita giovedì 12 a Firenze. Domenica 15 giugno, quindi, saranno a Livorno il segretario regionale del Pd, Dario Parrini, il responsabile regionale degli enti locali, Stefano Bruzzesi, il responsabile nazionale degli enti locali, Stefano Bonaccini e lo stesso Danti. Si riuniranno le segreterie comunale, provinciale e regionale che valuteranno il da farsi.

Nicola Danti, neoeletto al parlamento europeo con quasi 80mila voti, è uno degli uomini più vicini al premier Matteo Renzi. E' membro della segreteria regionale (portavoce) e della direzione nazionale, e ha coordinato i comitati per Matteo Renzi durante le primarie del dicembre 2013. “La segreteria regionale – dice - mi ha incaricato di prendermi cura di quello che sta accadendo a Livorno, cercando di reimpostare un lavoro per far ripartire il partito in maniera diversa. Domenica faremo le segreteria congiunta e da lì stabiliremo tempi e modalità”. “Non è questo – mette le mani avanti – il momento di parlare di commissariamento, non ci sono stati atti formali. Siamo nella fase di individuazione di una persona. Vedremo, ne parleremo tutti insieme”.  

“Mi hanno individuato – riprende -  per dare una mano a far ripartire il Pd livornese su un processo di cambiamento, che visti i risultati è necessario. "Renzianizzazione"? E’ un termine sbagliato. Qui non si tratta di “renzianizzare”, non c’entrano le leadership nazionali, si tratta di ripartire in modo diverso. Far sì che il Pd di Livorno ritrovi, sulle questioni più importanti, la fiducia della città, dei livornesi. Il gap che c’è stato tra elezioni europee ed elezioni amministrative mette in evidenza una difficoltà oggettiva”. “Già lo scorso anno – chiosa Danti - si doveva forse prendere atto che c’era un processo che vedeva il Pd di Livorno perdere in modo più consistente rispetto ad altri Pd in Toscana, e che vedeva crescere il Movimento 5 Stelle”. Che alle politiche del 2013 prese quasi 30mila voti.

Ma l’intenzione è di avere un “traghettatore” fino a un vicino congresso o superare le elezioni regionali del prossimo anno? Perché, inutile girarci intorno, rappresenteranno uno snodo cruciale, non solo in città. “In un partito serio – premette Danti - si discute, decideremo tutto domenica”. In ogni modo “penso che un partito che deve ricominciare non possa porsi l’idea di fare un congresso con le tessere in un mese. Questo è un partito che ha bisogno in un anno di ripartire dalla base, dal rimettere insieme le persone, chiedendo ai tanti che già lo hanno fatto di reimpegnarsi”. Quindi “faremo le elezioni regionali e dopo ci sarà anche un congresso”.

 

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