Gioco
«La veranda del Marrakesh va demolita»
Ingiunzione del Comune: «Toglietela, non è autorizzata». Ma i gestori si appellano a Nogarin: «Ci aiuti, qui diamo lavoro»
LIVORNO. L’ingiunzione del Comune arrivata ieri mattina ai proprietari della baracchina Marrakesh non lascia dubbi interpretativi: la struttura a tenda piazzata davanti alla Rotonda d’Ardenza va demolita. Il motivo? Non è mai stata autorizzata.
Ma Rosanna Giovannelli, a cui è intestata l’attività, e i figli Valerio e Dario, non ci stanno e cercano di spiegare le loro ragioni. Soprattutto sperano che con la nuova giunta si possano trovare soluzioni «per lavorare, offrire un servizio migliore ai cittadini e mettere a norma la struttura».
«Abbiamo inaugurato la baracchina nel 2002 – spiega Valerio, mentre racconta la storia dell’attività - ma prima ci siamo accollati il mutuo dei lavori di costruzione, che dovevano essere pagati invece dal proprietario». «Il tutto – aggiunge il fratello Dario - pagando anche l’affitto mensile, sempre regolarmente». Poi succede che nel 2008 il Marrakesh va a fuoco e i danni si contano in migliaia di euro. «Una bella mazzata in tutti i sensi, perché oltre al mutuo dei lavori che dovevamo finire di pagare e l’affitto mensile, ci siamo ritrovati a dover accendere un altro mutuo per coprire parte dei lavori dovuti all’incendio doloso. Vogliamo aggiungere - dicono risentiti - che in quell’occasione nessuno del Comune si è fatto vivo, pur essendo il proprietario della struttura».
È in questo periodo che viene costruita la parte di legno con tendaggio tanto discussa («tutto rigorosamente all’interno del nostro perimetro», sottolineano), e i proprietari ne spiegano i motivi: «La baracchina è strutturata così secondo il progetto comunale e sotto al bar c’è il magazzino. Quando piove o c’è mareggiata l’acqua va giù e allaga tutto». «In questo modo – dice Valerio - abbiamo tamponato un po’ il problema».
Ma c’è anche dell'altro: con il riparo costruito, si può lavorare pure d’inverno: «Altrimenti la gente dove si mette a sedere quando piove? – domanda Valerio - Il Comune ci aveva suggerito gli ombrelloni, inutili qui. Poi lo spazio interno è troppo piccolo». «Il fatto – incalza la mamma Rosanna Giovannelli - è che noi abbiamo proposto all’amministrazione diversi progetti per rifare il bar nuovo, mettendo tutto a norma, ovviamente a spese nostre. Ci hanno sempre risposto in modo negativo».
I capitoli della diatriba non finiscono: oltre al problema della struttura esterna, c’è anche la questione del bagno. L’unico in tutta la Rotonda. «Oltre a essere di dimensioni ristrette, non rispetta le regole per i disabili. Non potete immaginare le difficoltà di chi è in carrozzina quando va nella toilette».
In più c'è anche la fogna costruita male, «e quando si intasa ci tocca chiamare la Tecnospurghi a spese nostre».
Finita la lista delle lamentele e delle precisazioni, ecco la richiesta: «Chiediamo solo di poter lavorare, mettere in regola il bar e offrire al meglio il servizio che tanti livornesi già apprezzano». Perché «abbiamo diversi dipendenti, abbattere la struttura significa lavorare meno, quindi ridurre il personale e avere difficoltà con l’affitto». L’appello dei proprietari è rivolto al nuovo sindaco Nogarin: «In questi giorni sono venuti due suoi consiglieri a chiederci quali erano i problemi principali della Rotonda. Cosa mai vista in dieci anni, ci ha fatto molto piacere. Speriamo sia davvero la volta buona e che si possa trovare una soluzione al nostro problema».
Mauro Donateo
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