Gioco
Il portafoglio smarrito e l’onesto che lo trova e lo restituisce coi soldi
L’episodio è successo ieri nella zona di via Calzabigi Il derubato: «Voglio ringraziare di cuore quell’uomo»
LIVORNO. In questo mondo di ladri... c’è ancora un gruppo di persone che, non oltre a non arrendersi mai, come canta Venditti, hanno anche la sana e onesta abitudine di restituire i portafogli persi dai proprietari, ancora con i soldi all’interno.
È quello che è successo ieri pomeriggio a Guido Andreis, 72 anni, di origini liguri, ma da 40 anni a Livorno. Provveditore della Camera di commercio da undici anni in pensione, verso le 15.30 Andreis è andato al tabaccaio di via Calzabigi, vicino all’Aurelia, a fare degli acquisti, che ha regolarmente pagato con i soldi che teneva nel suo portafoglio. Subito dopo, s’è recato al bar di via Ferrigni ad acquistare dei gelati. Ed è stato allora che, alla cassa, s’è reso conto che il portafoglio era sparito. È lui stesso a raccontare la sua disavventura: «Che brutta sensazione quando vuoi tirare fuori il portafoglio ma ti rendi conto che non ce l’hai più in tasca - esordisce Andreis - La prima cosa che ho fatto, dopo essermi scusato con il barista, è stato tornare dal tabaccaio per controllare se il borsello fosse lì. Ma non ce n’era traccia. Il commerciante si è messo a mia disposizione, ma purtroppo, niente da fare».
Con il morale a terra, il 72enne si incammina verso casa animato da pensieri negativi: «Ero lì che camminavo triste triste e che pensavo: “Mi toccherà rifare tutto, i documenti, le carte di credito...”. Giunto a casa, stavo per raccontare cosa mi era appena successo quando mia moglie mi ha detto che un signore di mezza età, con gli occhiali e i capelli brizzolati era appena venuto a riportare il portafoglio. Non credendo alle mie orecchie, l’ho preso in mano e ho controllato: c’era tutto. Soldi (35 euro) bancomat, carte di credito... Che gioia! Il mio portafoglio perduto era tornato a casa prima di me! Credo di averlo smarrito all’incrocio con via Cassa di Risparmio. Ma soprattutto, che onestà d’altri tempi! Io non so niente di quel signore, ma vorrei tanto ringraziarlo. Se volesse farsi vivo, io ci sono. Spero comunque che legga queste righe sul Tirreno ».
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