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Gli “altri” buddisti in protesta contro il Dalai Lama
LIVORNO. Questa sera il Dalai Lama sarà a Livorno in vista degli incontri previsti per domani e domenica al Modigliani Forum, ma non per tutti sarà il benvenuto. I partecipanti ai seminari del capo...
LIVORNO. Questa sera il Dalai Lama sarà a Livorno in vista degli incontri previsti per domani e domenica al Modigliani Forum, ma non per tutti sarà il benvenuto.
I partecipanti ai seminari del capo spirituale del buddismo tibetano si troveranno davanti un’insolita schiera di oltre 400 manifestanti tibetani e occidentali, tra monaci e monache buddisti e laici di tutte le età, che agiteranno cartelli e striscioni chiedendo ad alta voce al Dalai Lama "Basta Mentire!" e "Dai libertà di religione!"
La manifestazione di protesta è in programma domani e domenica dalle 9 alle16.
I manifestanti appartengono all’Isc, la comunità internazionale Shugden, un gruppo di praticanti dell'antica divinità Buddista Dorje Shugden.
Nel 1996 il Dalai Lama ha vietato il culto della loro divinità, una tradizione antica di 350 anni. Un divieto che - spiegano - ha causato sofferenze e persecuzioni a milioni di buddisti tibetani devoti a Shugden in tutto il mondo.
Spiega il portavoce dell'Isc Fabrizio Bernacchi: «Dorje Shugden è una divinità protettrice buddista molto amata da circa 4 milioni di praticanti in Tibet, Mongolia, India, e nel resto del mondo occidentale. Il divieto del Dalai Lama sta causando persecuzioni e discriminazioni su larga scala in tutto il mondo buddista. Poiché la fonte di questo problema è il Dalai Lama stesso, noi chiediamo di fermare la persecuzione delle persone Shugden e di concedere la libertà di religione. Dal 1996, continue manifestazioni sono state organizzate dai sostenitori della Comunità Shugden in India e in seguito in occidente dal Western Shugden Society e adesso dalla comunità internazionale Shugden».
«L'Isc - spiegano Bernacchi - è in possesso di innumerevoli prove di come la discriminazione religiosa creata dal Dalai Lama provochi sofferenza. Ad esempio, nel maggio di quest'anno nel nord dell'India, un monastero Shugden è stato occupato con la forza dai sostenitori del Dalai Lama. L'ostracismo e le violenze che si trovano ad affrontare quotidianamente gli appartenenti alla comunità tibetana in esilio in India e altrove, e le profonde divisioni su questo tema all' interno di essa, sono state più volte riportate da Al Jazeera».
Questa discriminazione - accusano i manifestanti - ha raggiunto anche l'Italia. Il 9 giugno un gruppo di organizzazioni buddiste, prevalentemente italiane guidate dal Dalai Lama, ha rilasciato una dichiarazione a sostegno del suo divieto. «E così i praticanti italiani Shugden sono stati pubblicamente esclusi dal partecipare all'evento di Livorno del Dalai Lama, mentre tutte le altre persone, da atei a satanisti sono benvenuti».
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