Gioco
Sorpresi i colleghi «È imbarazzante, vediamo le carte»
Dalla Procura alla Caserma le reazioni dopo l’arresto «Ci mettiamo la buona volontà ma questo è un brutto colpo»
LIVORNO. «Non ci credo che l'abbiano arrestato. Ora però dobbiamo vedere le carte e verificare le accuse, certo che se sono venuti a prenderlo così qualcosa ci deve essere...».
Alla Procura di Livorno non si parla che dell'arresto del colonnello Fabio Massimo Mendella. Sulle scale un militare si avvicina per avere notizie: è dispiaciuto e bianco in viso.
«L'ho appena letto sul giornale - racconta - qui non sapevamo un bel niente, ma è normale che sia così. Per quello che l'ho conosciuto mi è sempre sembrata una brava persona. Di una cosa sono sicuro: se ha fatto qualcosa non lo ha certo fatto qui a Livorno ma quando era a Roma. La mia impressione? In questi anni ne ho conosciuti molti di ufficiali, e Mendella mi ha sempre dato l’impressione di essere una persona corretta. A noi che siamo uomini di giustizia non resta che aspettare le evoluzioni dell’inchiesta».
L’imbarazzo per quello che è avvenuto in mattina si legge anche nelle parole di uno degli ufficiali che da più tempo lavorano a Livorno.
«Non sappiamo granché per il momento - ammette a tarda sera - ovviamente non abbiamo potuto parlare con il colonnello, e nessuno ha letto gli atti della Procura di Napoli che accusano il comandante. In questo anno che ha passato a Livorno l’ho conosciuto come superiore e come amico e umanamente sono dispiaciuto».
Quella che si è venuta a creare -ammettono in molti - «non è una situazione bella». Ieri a Livorno c’è stata la visita del comandate regionale delle Fiamme gialle, ma il futuro oggi mette più di un pensiero.
«Noi - parla un altro finanziere - ci possiamo mettere la buona volontà, l’impegno. Chi ci conosce da tempo sa di che pasta siamo fatti e come lavoriamo. Ma è ovvio che soprattutto in una città come Livorno non mancheranno le battute alla prima occasione. E questo dispiace. Perché si tratta di situazioni incresciose».
Tornando all’inchiesta che ha portato all’arresto per concorso in concussione del comandante Fabio Massimo Mendella in molti per sbilanciarsi vorrebbero vedere le carte e l’impianto accusatorio, fatto di intercettazioni, testimonianze e presunti riscontri di passaggi di denaro tra imprenditori, militari e professionisti.
«Sappiamo chi è il magistrato che ha condotto le indagini (John Woodcock) - spiega un finanziere - molto spesso in passato ha avuto una grande esposizione, anche mediatica, ma alla fine l’inchiesta si è chiusa con un nulla di fatto».
Il tempo e gli accertamenti dovranno dire chi ha ragione e se le prove saranno sufficienti.
@fedelazzotti
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