Il dolore
«Niente auto blu e bus gratis per tutti»
Nogarin veste la fascia tricolore e annuncia le riforme di M5S: «No all’ospedale a Montenero e diminuiremo le tasse»
LIVORNO. È arrivato come sempre in bicicletta. Ma questa volta in giacca (color sabbia) e cravatta. Ieri Filippo Nogarin, l’ingegnere del Movimento 5 Stelle che ha espugnato il fortino Pd di Livorno, ha indossato per la prima volta la fascia tricolore. Nella sala cerimonie, per la prima firma da sindaco, ha voluto con sé la famiglia: il padre Bruno, la mamma Franca e la sorella Ginevra. Insieme agli attivisti che siederanno tra i banchi del consiglio comunale. E tanto per far capire subito l’aria nuova che tira, dopo il no all’ospedale a Montenero, ha detto no all’auto blu e ha annunciato bus gratis per tutti.
«L’onestà torni di moda». Caso vuole che proprio nel giorno dell’insediamento, nel bel mezzo della cerimonia «che avrei voluto più sobria», nella sala piombi la notizia dell’arresto del comandante della guardia di finanza. Nogarin reagisce così: «Queste cose si commentano da sole, spero che l’onestà d’ora in poi vada di moda per tutti».
Niente auto blu. «Rinuncerò all’auto blu – fa sapere in apertura – ho dato mandato agli uffici di liberarcene. La mia auto, bianca, è più che sufficiente, la guiderò io, così chiariamo subito che qui cambia tutto».
Obiettivo: bus gratis. Subito dopo butta lì un “bonus bici” e annuncia a sorpresa che «lavoreremo per un sistema di trasporto pubblico gratuito». «È chiaro – dice – che non sarà possibile attuarlo da domani, ma questo resta l’obiettivo. Il trasporto pubblico gratuito esiste già in molte città europee, si può fare». Ma con quali soldi coprirebbe le entrate dei biglietti? «Lasciateci lavorare – taglia corto – tenete presente che i biglietti oggi coprono circa il 5-7% delle entrate e se eliminiamo un po’ di sprechi... Ripeto, è un lavoro a medio-lungo termine, ci vorranno degli anni, ma questo è l’obiettivo».
Ospedale e rigassificatore. Il sindaco ripete il «no netto all’ospedale a Montenero». «Ho già dato mandato agli uffici – dice – di valutare come uscire dall’operazione. Se la Regione vuole davvero darci una mano, ci aiuti a risistemare l’ospedale sul viale Alfieri, quello che ci interessa sono i servizi ai cittadini, anche dirottando le risorse che erano previste per il progetto». Ma a distanza sono già scintille col governatore Enrico Rossi, che parla di «scelta che penalizzerà la città». «Se è vero che una della società che si è aggiudicata l’appalto – riprende Nogarin – è implicata nelle vicende del Mose, cavalcheremo anche questa potenziale via di fuga». Capitolo a parte per il rigassificatore, già davanti alla costa. Il sindaco lo definisce impianto «non redditizio», che «pesa sulle tasche pubbliche», che «non utilizziamo» e che è «potenzialmente pericoloso».
«Giù le tasse». Mentre boccia la proposta di Ruggeri di trattenere un euro dai turisti («basta tassare, tassare e tassare, semmai dobbiamo stendere un tappeto...»), promette anche un taglio della pressione fiscale: «Livorno è città di sinistra che ha aliquote tra le più alte, ad esempio sulla spazzatura: appena avremo le condizioni, cercheremo di ritoccarle al ribasso, è una priorità per dare respiro ai livornesi». E le risorse? L’intenzione, ripete, è di aprire le porte a investitori.
Bonus e dirigenti. Intanto un colpo di scure potrebbe abbattersi sui dirigenti del Comune, dopo la premessa che «ho incontrato dipendenti e dirigenti, persone straordinarie» e che «questo è già un Comune virtuoso, ho dato indicazione di rivedere gli stipendi dei vertici delle partecipate». «I compensi dei dirigenti – riprende – non si possono modificare, ma vorrei che i “bonus” annuali non ricadessero solo su di loro, ma su tutti i dipendenti. Sulla produttività sono d’accordo con i sindacati...».
La chiamata di Bacci e l’assenza di Cosimi. La necessità di fare sistema con i territori vicini è stata per molti centrale in campagna elettorale. Lo è ancora di più oggi che Livorno si scopre grillina in una regione democrat. Né il governatore Rossi né il sindaco pisano Filippeschi per ora si sono fatti sentire. Mentre «ieri ho ricevuto la telefonata del sindaco di Colle, Lorenzo Bacci, mi ha fatto molto piacere, la volontà è di fare quadrato con i territori intorno a noi». Non è passata inosservata l’assenza dell’ex sindaco Cosimi. «Nessuno sgarbo istituzionale, ci vedremo oggi per alcuni atti formali», taglia corto Nogarin. Che poi sorride: «Ha frequentato il palazzo per tanti anni, si sarà preso un po’ di tempo per riposare».
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