Gioco
La prima firma, poi l’abbraccio ai genitori
Mamma e papà emozionati seguono la cerimonia. Applausi e battute degli attivisti al debutto
LIVORNO. «Ma come è bello Filippo con la giacca», dicono un paio di attivisti mentre Filippo Nogarin, neo eletto sindaco di Livorno, si appresta a firmare le carte che lo consacrano primo cittadino. E davanti ai flash accecanti, con accanto il segretario generale, lui scherza: «Quello bello sono io». Poi le firme ufficiali e sono applausi.
L'atmosfera in Comune è quella di una festa che sembra non sia ancora finita da domenica notte. «Hai visto, non ci siamo ancora insediati che abbiamo già iniziato a fermare il nuovo ospedale – dice Alessio Batini, prossimo consigliere comunale – non ci credo ancora che siamo riusciti a battere il Pd, devo razionalizzare, mi sembra un sogno». La sala è piena di attivisti, «abbiamo fatto la storia». Ma l'attenzione di Nogarin è tutta rivolta ai genitori. Appena indossata la fascia tricolore, il sindaco dribbla giornalisti, attivisti, pacche sulle spalle e si dirige verso la mamma. Un bacio, qualche parola sussurrata all'orecchio che resta privata, l'abbraccio al padre che gli ripete «in bocca al lupo». Con gli stessi occhi azzurri del figlio e tanta emozione mista ad orgoglio nella voce, mamma Franca gli augura di «mettere in atto quello che gli abbiamo sempre insegnato». «Gli faccio tanti in bocca al lupo – dice poi il padre Bruno – spero che la città lo sostenga».
Nogarin sarà il sindaco della città di Livorno, ma non del comune della sua famiglia che risiede a Rosignano, dove anche lui è cresciuto. Orgoglioso gli attivisti livornesi, che ieri mattina hanno preso confidenza col Palazzo comunale.
«Ora ne cadranno di teste», dicono nei corridoi, mentre qualche consigliere inizia a sedersi tra i banchi del consiglio. «Fa uno strano effetto stare seduti qui, strano ma bello», commenta Sandra Pecoretti, uno tra i volti più giovani del consiglio comunale. «Ci prendiamo confidenza – le fa eco l'ex insegnante Serena Simoncini – io non pensavo di entrare in politica, ma Livorno ha bisogno di una bella scossa, speriamo di far bene». Per la prima volta di Nogarin in Comune, molti attivisti hanno abbandonato le magliette con le cinque stelle del movimento optando per le camicie. «È solo che qui fa un caldo terribile», dice Daniele Galli, che poi scherzando aggiunge: «Però non siamo ancora arrivati a tagliare l'aria condizionata».
Giulia Mancini
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