Il Tirreno

Livorno

«Bella vita con le tangenti» Arrestato il colonnello

di Federico Lazzotti
«Bella vita con le tangenti» Arrestato il colonnello

La Digos nell’ufficio del comandante Mendella. È accusato di concussione

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LIVORNO. Alle 8,30 Fabio Massimo Mendella, 46 anni, il colonnello della bella vita - come lo definiscono gli inquirenti -, era al suo posto, nell’ufficio al piano terra della Caserma Russo.

L’ufficiale che da meno di un anno guidava il comando provinciale della Finanza di Livorno era arrivato da pochi minuti dall’alloggio di servizio con vista sul porto. In divisa, abbronzatura e sorriso da rotocalco, si è seduto dietro alla piccola scrivania in legno, in mezzo a una stanza troppo grande e troppo vuota che aveva personalizzato sistemando vicino alla porta d’ingresso un altare pagano con due maglie ufficiali del Napoli, sua squadra del cuore.

Aspettava visite il comandante: l’appuntato scontento e i comandanti delle varie tenenze con cui confrontarsi.

È stato il suo segretario ad annunciargli una visita inaspettata, ma soprattutto sgradita: quattro agenti della Digos di Napoli con in mano un mandato di arresto per reati che vanno dal concorso in concussione alla rivelazione del segreto d’ufficio.

Dentro alle 40 pagine firmate dal gip di Napoli Dario Gallo e che coinvolgono anche professionisti e ufficiali, un sistema di tangenti ideato dallo stesso Mendella quando era in servizio a Napoli, responsabile del settore verifiche, per pilotare gli accertamenti fiscali nei confronti delle aziende in cambio di denaro. Quanto? Molto. Visto che si parla di un milione di euro che sarebbe stato versato tra il 2006 e il 2012 dal gruppo Ghota a un commercialista che poi avrebbe girato i soldi proprio all’ufficiale.

Ma soprattutto quello che interessava a Mendella era la bella vita: vacanze gratis in Sardegna, feste in barca con i vip, tra i quali le due ex stelle del Napoli Cannavaro e Ferrara (entrambi estranei all’inchiesta). E ancora case al mare e in montagna per un valore quasi di un milione. Era una vita dorata - si legge negli atti - quella che conduceva il colonnello.

A foraggiarla i fratelli Pizzicato, come loro stessi hanno raccontato ai pm Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock. Nel 2007, per esempio, l'ufficiale, la fidanzata e il commercialista Pietro Luigi De Riu, arrestato assieme a Mendella, trascorsero una settimana in un residence di Porto Rotondo a spese dei Pizzicato, che pagarono anche la cena tutte le sere.

L'anno precedente, a Capri, sempre in estate, Fabio Massimo Mendella e Giovanni Pizzicato, a bordo di un gommone, avevano raggiunto la barca dell'imprenditore Paolo Graziano, dove quest'ultimo festeggiava il compleanno assieme ad alcuni calciatori. La circostanza, riscontrata grazie alla testimonianza di Graziano, viene citata dal giudice per le indagini preliminari quale prova dell'attendibilità delle dichiarazioni di Pizzicato.

Mendella amava inoltre le discoteche, tra cui "La mela" e "Chez moi", molto note a Napoli, gestite dai fratelli Pizzicato; alcuni degli incontri, soprattutto nella fase iniziale, sono avvenuti infatti proprio in questi locali.

Dalle indagini della Digos è emerso che proprio nel periodo in cui i Pizzicato gli versavano appannaggi mensili proporzionati ai volumi di affari delle loro aziende, l'ufficiale della Guardia di Finanza acquistava case a Roma, al mare e in montagna, intestandole a sè o ai propri genitori.

Facendo un calcolo approssimato per difetto, il valore degli immobili supera i 900mila euro. I due imprenditori hanno spiegato di avere sborsato tanto denaro poichè, tramite De Riu, Mendella aveva assicurato che avrebbe evitato problemi alle loro aziende, le quali, a suo dire erano «a rischio di verifiche».

Per lo stesso motivo, gli imprenditori avevano accettato di spostare da Napoli a Roma la sede della società Gotha, sulla quale Mendella avviò immediatamente una verifica fiscale con una procedura che il giudice considera anomala e sospetta. Il denaro consegnato all'ufficiale tramite De Riu è stato prelevato per anni da conti italiani e nascosto in scatole di telefoni cellulari e conti aperti in Lituania e Bulgaria.

L’ultimo incontro è del marzo scorso a Forte dei Marmi, dopo Mendella tornò a Livorno dove ieri è stato arrestato.

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