La protesta
Pd, ipotesi commissariamento intervengono Firenze e Roma
Domenica arriveranno in città i vertici regionali del partito: «Dare subito un segnale di cambiamento» Il dimissionario De Filicaia riunisce i circoli. E quelli che non si autofinanziano ora rischiano la chiusura
LIVORNO. Dopo la batosta elettorale, per il Pd di Livorno si apre l’ipotesi del commissariamento.
Tra i democratici c’è chi ripete che a prendere in mano il “caso Livorno” sarà direttamente il responsabile nazionale degli enti locali, Stefano Bonaccini. Certo è che domani i vertici regionali del partito si riuniranno a Firenze, prima di raggiungere, domenica, il “fortino” conquistato dai 5 stelle. A Livorno arriveranno sia il segretario regionale, Dario Parrini, che il responsabile regionale degli enti locali, Stefano Bruzzesi. In città si riuniranno le tre segreterie: comunale, provinciale e regionale. Dopo che il segretario provinciale, Samuele Lippi, ha lasciato il timone per diventare sindaco di Cecina. E dopo che quello comunale, Jari De Filicaia, ha messo le dimissioni sul tavolo per il disastro elettorale.
Oggi De Filicaia riunirà i segretari dei circoli livornesi. Anche a loro ha chiesto di fare un passo indietro. E proprio a loro presenterà l’ipotesi di una “transizione”, con una figura esterna a reggere il partito, aspettando un nuovo congresso. In altre parole: commissariamento.
Si dice che i vertici regionali del Pd, il Pd di Renzi, siano furiosi. Perché la “disfatta” di Livorno è rimbalzata in tutta Italia rovinando la festa delle europee. Ma per ora ci vanno cauti e non pronunciano la parola commissariamento. «A Livorno – ripete Bruzzesi – le elezioni europee hanno dimostrato che la maggioranza dell’elettorato è fidelizzato, che c’è un 53% che crede in noi. Ma il partito a livello cittadino è stato percepito come chiuso e ora dobbiamo far capire subito che non resteremo immobili, dare un segnale di cambiamento». «Ne parleremo a Firenze e a Livorno, ci confronteremo per trovare il percorso migliore». Anche perché, si sente ripetere tra i democratici, tra pochi mesi ci saranno le elezioni regionali...
Indicare una figura “di casa”, che rimetta in carreggiata il partito, per il Pd regionale non sarà facile. Anche perché tra i renziani vicini a Marida Bolognesi e gli ex cuperliani vicini a De Filicaia si respirano già veti incrociati. Basta leggere tra le righe del segretario comunale, quando dice che «dopo la botta, per aprire davvero un percorso nuovo davanti alla città e ricostruire il centrosinistra, al Pd servono un bagno di umiltà e facce nuove. Nuove. E che guardando avanti possano avere un percorso almeno ventennale...».
Tra i democratici c’è chi ipotizza che i vertici regionali possano chiedere di fare da garante a una figura come quella dell’assessore colligiano (e renziano) Riccardo Demi. E chi invece è certo del commissariamento. A fare da traghettatore potrebbe essere proprio un membro della segreteria regionale, come il pisano Antonio Mazzeo, organizzatore del Pd toscano.
In ogni caso per gli oltre venti circoli sparsi per la città è in arrivo un’altra batosta. Se non una batosta, sicuramente una rivoluzione. Già nei mesi scorsi c’era stata una “cura dimagrante” per ridurre le spese e snellire le attività. Ora potrebbero restare aperte solo le vecchie sezioni che riescono ad autofinanziarsi. Perché al Pd verranno a mancare molti degli eletti (come sindaco e assessori) che fino a oggi hanno versato al partito il 10 per cento dell’ indennità.
Anche questa è l’altra faccia del voto...
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