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Virzì: città in declino, il Pd non l’ha capito e c’era bisogno di cambiare
«A Livorno non ha vinto Grillo e non ha perso Renzi. A Livorno c'è stata una risposta rabbiosa della città». Parola del regista Paolo Virzì (foto), che ha invitato a non usare le categorie nazionali...
«A Livorno non ha vinto Grillo e non ha perso Renzi. A Livorno c'è stata una risposta rabbiosa della città». Parola del regista Paolo Virzì (foto), che ha invitato a non usare le categorie nazionali per cercare di interpretare l’esito delle elezioni a Livorno («si rischia di prendere lucciole per lanterne»). Invece la città «è in grave declino e ha bisogno di un ricambio».
Secondo il cineasta, a condizionare il voto sono stati «la risposta della sinistra più radicale e la guerra dentro il Pd»: Livorno è stata «la città che più ha resistito al ricambio generazionale in corso nel Pd nazionale». Virzì parla di Ruggeri (sbagliando perché lo descrive come funzionario di partito e non lo è mai stato neanche quand’era segretario): lo vede come «un povero capro espiatorio» al quale va reso onore perché «aveva percepito sin dall'inizio che sarebbe stato l'agnello mandato al macello». «Con quell'occhialini da secchione - ha aggiunto scherzosamente - e quella giacchetta mesta del funzionario di una volta, faceva proprio l'immagine drastica con l'opposto suo che era il candidato dei 5 Stelle, con l'aria di uno appena arrivato dalla spiaggia con gli occhiali spiritosi».
Per Virzì se Nogarin «si pone i problemi della città, dialogherà con tutti, sarà un miracolo per la città e potrà diventare, il M5S, anche una vera alternativa di governo. Se il nuovo sindaco starà dietro ai diktat di Grillo, fra un anno, si tornerà a votare».
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