Gioco
Il caso ospedale pesa sulle urne della zona sud
Nogarin vola a Montenero, Antignano e Banditella raddoppiando i consensi
LIVORNO. Nel suicidio collettivo del Pd balza agli occhi un aspetto nient’affatto laterale: è vero che tutte le zone residenziali da ceto più o meno medio hanno tributato ai Cinque Stelle un forte consenso un po’ ovunque, ma la vera e propria “rivolta” dei quartieri sud contro il candidato Pd non può essere spiegata solo così. Di mezzo c’è anche una ostilità diffusa al nuovo ospedale (una battaglia di settori trasversali che pure il M5S ha fatto propria). Paradossale, no? Non stiamo parlando né della discarica né dell’inceneritore eppure la localizzazione fra l’Apparizione e Montenero è stata gestita in modo talmente sbagliato che, per quanto sgarrupato, l’ ospedale di viale Alfieri è diventato u- na bandiera dadifendere.
Niente lo dice meglio delle cifre relative all’ andamento dei voti per Nogarin fra il primo turno e il ballottaggio. La riprova? In tutta la zona sud non esiste seggio in cui Nogarin non abbia almeno raddoppiato i voti, eccezion fatta per il numero 146 a Quercianella e il numero 169 a La Rosa, dove comunque è cresciuto mica poco (più 83% in un caso, più 93,4% nell’altro).
E nel resto? Ad esempio, nella zona di Ardenza al seggio 133 i voti pentastellati sono balzati da 83 a 291 (più 250,6%), al seggio 131 da 93 a 232 (più 149,5%). Per dirne un’altra: a Montenero al seggio 144 sono schizzati da 123 a 320 (più 160%), al seggio 141 da 102 a 242 (più 137,3%), al seggio 142 da 119 a 279 (più 134,5%). E ancora, guardiamo a Banditella e Antignano: al seggio 136 più che truplicati i consensi grillini passando da 83 a 281 (più 238,6), al seggio 135 idem con un balzo da 99 a 321 (più 224%), al seggio 139 da 95 a 304 (più 220%), al seggio 137 da 88 a 222 (più 152,3%), al seggio 138 da 106 a 262 (più 147,2).
Vale comunque la pena di segnalare che in nessun seggio, eccezion fatta per quello volante dell’ospedale (che non fa testo), l’incremento per Nogarin a distanza di 15 giorni dal voto precedente non è praticamente mai andato sotto il 40%. Anzi, sì ma d’un soffio: al seggio in zona Torrettacontrassegnato dal numero 32 (più 39,7%).
Ovviamente, bisogna ricordare che un simile boom di voti dipende dal fatto che formalmente l’esponente del M5S non ha fatto apparentamenti ma al tempo stesso ha incassato il sostegno più o meno appassionato di quasi tutto il resto degli antagonisti del centrosinistra guidato da Ruggeri. Ovvio che avesse una espansione di voti, ma in alcune zone della città è stata particolarmente dirompente: in 112 seggi è almeno raddoppiata, in 17 è triplicata, in uno è quadruplicata. Il riferimento, in quest’ ultimo caso, è al seggio 107 in zona Fabbricotti: qui l’ingegnere aerospaziale Filippo Nogarin è entrato in orbita schizzando da 66 a 269 voti. Un record da Guinness: nei prossimi giorni vedremo una mappa più articolata del voto e dei flussi: anche perché resta da capire dove Nogarin abbia ora la propria roccaforte.
Sull’altro fronte si può dire che Marco Ruggeri ha perso per strada 3mila voti che aveva raccolto al primo turno. Ma non dappertutto l’emorragia è stata così evidente: basti dire che in 26 seggi ha perfino guadagnato qualcosina rispetto a quel che aveva ottenuto nella consultazione elettorale di due settimane fa al primo turno. Ma solo in due casi questo incremento era andato in doppia cifra superando la soglia del 10%: al seggio 17 in zona Buontalenti dove Ruggeri è passato da 166 a 132 voti (più 13,8%) e al seggio 98 nel rione Coteto dove l’esponente del centrosinistra è cresciuto da 259 a 293 (più 13,1%).
Tuttavia in 140 sezioni elettorali Ruggeri non ce l’ha fatta neanche a riportare al voto quelli che gli avevano dato fiducia al primo round: anzi, in 55 casi la flessione ha superato i dieci punti percentuali. Con una punta al seggio 146 di Quercianella, dove la diminuzione ha sfiorato il 30 per cento.
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