Il Tirreno

Livorno

Dopo il voto: ecco chi rischia il posto in Comune e nelle ex municipalizzate

di Mauro Zucchelli
Dopo il voto: ecco chi rischia il posto in Comune e nelle ex municipalizzate

Tanti incarichi di vertice sono in pericolo dopo la clamorosa affermazione del Movimento 5 Stelle. Ma il match più importante sarà sulla Porto 2000 e sull’Authority
FOTO Festa 5 Stelle - Consiglio comunale - La "presa" del municipio - Gli sconfitti - Nogarin privato
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(Da sinistra Antonio Salonia, Roberto Piccini, Marco Bertini e Riccardo Pucciarelli)

Il primo che potrebbe fare la valigia è Antonio Salonia: è segretario generale del Comune dal settembre 2000, prima ancora che l'ex sindaco Gianfranco Lamberti lasciasse Palazzo civico. Lo lascia immaginare il bando con cui il M5S invita a mandare i curriculum per farsi scegliere: per adesso è soprattutto una mossa politica perché finché il governo non cambierà le regole, il segretario generale è una figura da pescare all'interno di un albo. E per un paio di mesi il sindaco grillino dovrà tenerselo, ma poi… Questa è solo una delle tante teste che rischiano di cadere con l'avvento di Filippo Nogarin nella stanza del sindaco, dov'è custodita la palandrana da gonfaloniere che vestirono Bernardetto Borromei e il marchese Alessandro Luigi Catelani, Jacopo Pigliù e don Andrea de Silva. L'altra figura apicale della nomenklatura municipale è il comandante dei vigili urbani Riccardo Pucciarelli, dal '92 alla guida della polizia municipale (salvo il periodo in cui da direttore generale la gestione operativa dei vigili era affidata al vice). Ogni sindaco porta con sé una persona di strettissima fiducia come capo di gabinetto: con Cosimi è stato Massimiliano Lami, vedremo su chi cadrà la scelta di Nogarin. Resta da capire cosa accadrà ai vertici

della tecnostruttura del Comune. Nogarin conferma l'identikit poco strillato che lo ha portato alla vittoria e evita di presentarsi come Zagor nell'albo dei "tagliatori di teste". Potrebbe non essere da escludere una soluzione come quella utilizzata dal sindaco Gianfranco Lamberti quando bypassò i vertici tecnici municipali nominando come consulente esterno l'architetto Alberto Pacciardi per affidargli la responsabilità del settore urbanistica. E adesso è in ballo il decollo del nuovo Prg sotto la regia tecnica dell'ingegnere-capo Gianfranco Chetoni. Però c'è da fare i conti con il fatto che ad ogni latitudine i grillini non hanno mai amato il consulenzificio e dunque le spese connesse. Non c'è comunque da guardare solo negli uffici che si affacciano su piazza Civica. Il Comune ha in pancia anche una sfilza di Partecipazioni Municipali: fondazioni, società, consorzi e via enumerando, dove ha potere di nomina. Ad esempio, il M5S non l'ha mai mandata a dire al Goldoni. Anzi, nel bel mezzo del braccio di ferro sui soldi mancanti che lo scorso anno hanno rischiato di far saltare la stagione, hanno messo nero su bianco un post durissimo nei confronti dell'ex presidente e poi direttore Marco Bertini, accusando il Comune di avergli cambiato l'incarico solo per mantenergli lo stipendio.

Sempre sul fronte della cultura bisogna tener presente che quello stesso post era altrettanto pesante nei riguardi di Mario Menicagli, direttore artistico di Effetto Venezia: incarico ricevuto - così argomentava il M5S - «senza indire nuovi bandi, né per l'assegnazione della gestione amministrativa né per l'assegnazione dell'incarico di direzione artistica». I grillini hanno radici con due consiglieri comunali (Sorgente e Rossi) anche nel mondo della musica: il Comune ha un ruolo fondamentale nell' "università della musica", l'istituto Mascagni. Qui il mandato di Giulio Cesare Ricci scade a febbraio: prima conta di portare a casa la stabilizzazione dei nuovi canali di finanziamento dell'istituto, finalmente allargati a Regione e governo. Va però detto che Giulio Cesare Ricci è di nomina ministeriale (fu incaricato la prima volta dal ministro Gelmini, la seconda da Profumo e il suo mandatyo, appunto, scade  Il 7 febbraio 2015).

All'Aamps si è chiusa l'era di Enzo Chioini, l'ex portavoce di Cosimi che il sindaco uscente aveva nominato amministratore unico. Per il direttore Lorenzo Fommei invece la scadenza dell'incarico è a metà settembre. Il collegio sindacale, salvo riconferme, chiude il proprio lavoro con la presentazione del bilancio dello scorso anno. Le altre ex municipalizzate? Caso Asa: risulta che il direttore tecnico Michele Caturegli sia prossimo alla pensione. Il doppio vertice - da un lato, il consiglio di gestione (con il presidente Fabio Del Nista più amministratore delegato e consigliere, entrambi di nomina genovese-torinese) e, dall'altro, il consiglio di sorveglianza (guidato da Fabio Baldassarri più altri 8 consiglieri indicati dai vari enti pubblici locali) - è stato rinnovato nel maggio dello scorso anno e dovrebbe andare avanti per altri due.

Più complessa la situazione al Ctt Nord, il consorzio bus in cui insieme ad altre aziende consorelle è confluita anche l'Atl: il presidente è il livornese Alfredo Fontana ma qui gli equilibri sono concertati con le altre città. Capitolo Casalp, le ex case popolari: è un tema incandescente soprattutto per gli alleati di sinistra di Nogarin. Anche qui Livorno è insieme agli altri municipi della nostra provincia ma con una quota di controllo che vale il 74%. L'amministratore unico Stefano Taddia è stato riconfermato poco meno di un anno fa per tre esercizi di bilancio. Qualcosa del genera vale anche per la Spil, dove il Comune ha il 63,4% e nelle quote di minoranza figurano anche banche come Monte Paschi e Cassa Risparmi. Non è un segreto che già prima della campagna elettorale fosse viva la polemica sui costi del parcheggio ex Odeon (e sul fatto che questo aveva dirottato risorse fuori dal mestiere numero uno della Spil che era la reindustrializzazione delle aree). Il consiglio d'amministrazione - presieduto da Riccardo Vitti, vice Maurizio Nenci - ha in tasca la nomina dal luglio scorso con termine l'ok al bilancio 2015.

Più ravvicinata invece la scadenza del collegio sindacale. In liquidazione società come la Liri (reti, impianti e farmacie) che ha per amministratore unico Rocco Martorano riconfermato nell'agosto scorso. Così come la Labronica Corse affidata dall'agosto 2010 alle cure del liquidatore Fabrizio Giusti. L'elenco potrebbe continuare con altre partecipazioni di limitata percentuale ma in enti importanti. Come la società dell'aeroporto di Pisa (Sat): dove Cristina Grieco, preside dell'Itc Vespucci indicata da Marco Ruggeri nella squadra come assessore alla scuola, è stata nominata nel marzo di due anni fa. Come l'Interporto di Guasticce: il cui vertice ha il mandato in scadenza fra un anno. E fin qui abbiamo parlato di nomine municipali. In realtà, ce n'è un'altra che forse vale più di tutte insieme. Il sindaco non ha in mano il potere di farla lui, spetta al ministro delle infrastrutture. Ma la carta che ha da giocare nella designazione nel toto-presidente dell'Autorità Portuale vale oro nelle strategie di governo di una città come la nostra: chissà se è solo un caso che il neo-sindaco, quand'era semplicemente uno degli undici candidati in lizza, abbia avuto un approfondito faccia a faccia con il presidente dell'istituzione portuale Giuliano Gallanti. Il mandato di Gallanti scade nell'aprile del prossimo anno, più eventuali 45 giorni di "prorogatio" (che ora i ministri hanno scoperto il trucco di poter prorogare attraverso una nomina a commissario). Fatto sta che formalmente il via alla procedura lo troveremo nella calza della Befana, all'inizio del prossimo mese di gennaio. Ma l'esperienza insegna che il valzer del toto-candidato inevitabilmente inizierà alla fine dell'estate se non prima. Stavolta non c'è solo - e dire "solo" è già paradossale - l'iter di nomina a presidente dell'Autorità portuale.

L'ultimo scorso del mandato di Gallanti si incrocia con la vendita delle quote della Porto di Livorno 2000 da parte dell'Authority. L'advisor Kpmg ha consegnato il proprio lavoro suggerendo di vendere il controllo della società. Da Palazzo Rosciano, sede dell'istituzione, fanno sapere di esser pronti a mettere in pista il bando di vendita «entro settembre» completando la cessione «entro la prossima stagione croceristica» (e duqnue entro il mandato di Gallanti). Nel frattempo, questo si intreccia con i destini della Porto di Livorno 2000: nonostante il socio di minoranza (Camera di commercio) abbia detto no, il presidente Gallanti ha riconfermato Roberto Piccini al timone del consiglio d'amministrazione fino alla fine dell'anno eventualmente prorogabile. Ma proprio sulla figura di Piccini gli strali erano piovuti bipartisan: durissimo era stato Ruggeri (tant'è che era stato notato più di un po' di mal di pancia in Piccini), e tuttavia non molto più morbido è stato Nogarin: «È scandaloso che Piccini sia ancora nella Porto 2000», ha detto nel dibattito organizzato dal Tirreno. Però qui non è in gioco solo il ricco business delle crociere che vale oggi 700mila turisti all'anno. Al di là delle puzzle delle nomine, presto entreranno in gioco gli equilibri di potere in porto: basti pensare alla simpatia per Nogarin testimoniata, come riportato nei giorni scorsi in una inchietsa del Tirreno, da tanti imprenditori solitamente vicini alla destra: fino al dichiaratissimo appoggio di una famiglia come i Fanfani, solo per citarne uno. Il risiko sulle banchine è appena agli inizi.

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