Gioco
Fu investito da un pirata, non ce l’ha fatta
S’è spento ieri mattina dopo tre mesi di sofferenze infermiere in pensione, fac totum del circolo del Pd di via Donnini
LIVORNO. Bruno Cappelli aveva 73 anni, ma il suo spirito era quello di un bimbo. Chi gli voleva bene lo ha definito un “tuttofare”, epiteto che gli calzava a pennello. Ex infermiere della Neurologia, era un grande pescatore oltre che punto di riferimento della sezione sanità del Pd e centralinista nella sede di via Donnini. Proprio lì davanti, sulle strisce pedonali, lo scorso 11 febbraio Bruno Cappelli fu investito mentre attraversava la strada. Tre mesi di agonia, tra mille sofferenze e altre complicazioni, trascorsi tra ricoveri ospedalieri e periodi allettato in casa. Poi ieri mattina, il 73enne se n’è andato in ospedale, dove era ricoverato da qualche giorno. Una perdita grande per la sua famiglia, ma anche per gli amici che lo stimavano tanto. Cappelli infatti era molto conosciuto in città: basti dire che avevano lavorato per 40 anni in ospedale come caposala.
Il giorno dell’investimento, erano le 19 quando, finito il turno al circolo di via Donnini, Bruno era uscito dalla sezione. Stava andando a riprendere lo scooter per rincasare, alla Bastia, quando un motorino lo ha travolto, facendolo cadere rovinosamente a terra. Lo scooterista era fuggito per poi abbandonare il mezzo - rubato - il via Baroni. Un episodio su cui sono tuttora in corso indagini dei vigili.
La caduta era stata brutta e gli aveva provocato un trauma cranico e la rottura del femore, con sfondamento del bacino, oltre che lesioni alle ginocchia. Poi per Cappelli sono subentrate complicazioni, per cui il suo stato di salute è andato sempre più degenerando. Finché ieri, alle 7.40, il suo cuore ha smesso di battere. Cappelli lascia nel dolore la moglie Mila Puccini, anche lei infermiera in pensione, i figli Ilaria, Simona e Mirco e quattro nipoti a cui era molto legato: Matteo, Alessia, Martina e Virginia. «Mio padre era una persona meravigliosa - dice commossa la figlia Ilaria, 29 - Tutti gli volevano bene semplicemente perché si faceva amare. All’interno del Pd era un uomo chiave».
«Per oltre 15 anni è stata una presenza discreta ma importante per il Pd - dice Marco Susini, esponente di spicco del partito - Porteremo con noi la sua gentilezza e l’umanità».
Commosso il ricordo dell’amico Gianni Giannone, titolare dell’agenzia Espressi e punto di riferimento della Misericordia, sul sito del Tirreno: «Arrivederci caro Bruno: il tuo ricordo ci accompagnerà nella nostra vita, grazie per quanto hai dato».
Oggi alle 15.30 alla camera mortuaria dell’ospedale ci sarà il corteo funebre, a cura della Svs, per l’ultimo saluto a Bruno Cappelli. Poi la salma sarà trasportata ai Lupi per la cremazione.
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