Sicurezza
Amadio esulta: «È anche il mio sindaco»
«Ha vinto la città. Se lo appoggerò? Presto per dirlo. Ho perso il seggio, ma l’avevo messo in palio...»
LIVORNO. «Ha vinto la città di Livorno. E finalmente, per la prima volta, posso dire che questo sindaco è anche il mio. Questa è la notte più bella della mia vita perché sostanzio una vita di opposizione a questo regime del Pd».
Marcella Amadio esulta al risultato storico che visto Filippo Nogarin eletto sindaco. Per la prima volta dopo 4 mandati, la pasionaria della destra livornese non entrerà in consiglio comunale. Ma poco le importa. «Tra il mio seggio e Nogarin sindaco non ho mai avuto dubbi, posso dire di aver messo in palio il mio seggio... E poi politica si può fare anche fuori dal consiglio comunale. Per carità, niente di personale verso Ruggeri - dice con un filo di ironia - Ma io stessa avevo suggerito ai livornesi di votare Nogarin per mandare a casa questo sistema che negli anni ha annichilito e messo in ginocchio l’intera città». Amadio parla di situazione «tragica e difficile» a Livorno. «Finalmente sono stati mandati a casa gli autori di questo scempio». E che dire dell’aspetto storico del risultato che la destra aspettava da tempo? «Ancora ci devo credere, mi sembra una cosa talmente impossibile. Quando ho saputo il risultato, mi sono data i pizzicotti... Non so se sia sogno o realtà. In ogni caso, è troppo bello per essere vero».
Amadio riflette sul fatto che la sinistra sia stata sconfitta anche in città importanti come Padova e Perugia: «Qualcosa sta cambiando. Ed è un messaggio che Renzi deve capire: lui sta facendo una politica di slogan, di tanti discorsi e pochissimi fatti concreti. La storia degli 80 euro è stata una presa di giro, gli immigrati continuano a sbarcare a migliaia sulle nostre coste e le città sono al collasso. I risultati, con la sinistra, non ci sono. E anche a Livorno è stato dato un segnale importante. Nogarin è il sindaco di tutti. Votato ovunque».
Quando è l’una, la notte per Amadio e il suo gruppo è ancora giovane: «Andiamo a festeggiare: siamo al ristorante, poi si va in Comune. Voglio vedere le facce da funerale - dice con una punta di cattiveria politica - A Nogarin farò i complimenti, a Ruggeri suggerirò di tornare in consiglio regionale. Se appoggerò il sindaco nuovo? È prematuro da dire. Per ora mi accontento di questa notte di festa».
Lara Loreti
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