Il Tirreno

Livorno

Ma sul resto è stangata, benzina, assicurazioni e bollette sono raddoppiate

di Stefano Bartoli
Ma sul resto è stangata, benzina, assicurazioni e bollette sono raddoppiate

Aumento record delle assicurazioni per l’auto: più 250%. E poi arrivano tanti nuovi conti, dai telefonini alle pay-tv

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Se, come scriviamo nella nostra inchiesta, la spesa alimentare tutto sommato non è aumentata un granché in questi ultimi vent’anni, la stessa cosa non si può certo dire praticamente di tutto il resto: benzina e gasolio più che raddoppiati, assicurazioni auto arrivate ad incrementi del 250 per cento, l’Imu al posto dell’Ici con esborsi da capogiro, bollette alle stelle per gas ed elettricità. E poi le nuove spese che saccheggiano i bilanci delle famiglie, da quelle telefoniche fino, tanto per fare un altro esempio, alle tv a pagamento che, alla fine dell’anno, moltiplicano mediamente per almeno una decina di volte il classico canone della Rai.

Carburanti come l’oro. Insomma, nel 1994, l’anno in cui si celebrava alla presenza del presidente Usa Bill Clinton il cinquantesimo anniversario dello sbarco in Normandia (proprio come in questi ha fatto Barack Obama per ricordare i 70 anni di quell’episodio), la benzina super costava 1.740 lire al litro, mentre la “verde” superava di poco le 1.600 e il gasolio i 1.255. Bene, la benzina adesso è unica, ma in questi giorni viene venduta in media a 1,814 euro, cioè abbondantemente al di sopra delle 3.500 lire e quindi praticamente il doppio. Addirittura peggio è andata per il gasolio che in attualmente ha superato quota 1,766 euro che al cambio di lire ne fanno 3,400.

Assicurazioni da urlo. Sicuramente le compagnie avranno le loro spiegazioni, a cominciare dagli incidenti inventati da automobilisti senza scrupoli che poi chiedono il risarcimento. Ma, come hanno spiegato recentemente l’Adusbef, l’associazione dei consumatori specializzata nei servizi finanziari, e la stessa Federconsumatori, il costo medio per un’autovettura di 1.800 di cilindrata è passato dalle 700mila lire, circa 390 euro, di vent’anni fa, ai 1.385 attuali, con un aumento che le due organizzazioni hanno calcolato tra il 245 ed il 250 per cento. Un peso che per molte famiglie è diventato insostenibile, provocando tra l’altro la sempre maggiore diffusione dei tagliandi assicurativi falsi e comunque della completa mancanza di una qualsiasi polizza.

Cara energia. Ma anche con le bollette energetiche non si scherza. Se, sempre all’inizio degli anni Novanta, in una casa che consumava 2.700 kilowatt si spendevano l’equivalente di 285 euro (fonte Federconsumatori), adesso viene agilmente superata quota 515, anche se il record, in questo campo, sembra appartenere alla bolletta del gas: 1.328 euro attuali per un consumo di 1.400 metri cubi contro i poco più di 700 sempre del 1994.

La casa supertassata. Un capitolo a parte merita anche la casa con tutte ciò che si porta dietro. Ed ovviamente, anche se l’Imu sulla prima casa non c’è più, quest’ultima vale comunque, per chi la deve pagare, almeno un terzo in più per l’Ici. Anche il costo di un artigiano per un lavoro od una riparazione, ad esempio un idraulico, è praticamente raddoppiato: se prima ci volevano 40mila lire l’ora, adesso si è passati a 42 euro.

Le nuove spese. Ma, sempre a proposito di portafogli svuotati, ci sono almeno un paio di esempi di conti da pagare che in precedenza erano decisamente più leggeri o addirittura non esistevano affatto. Il primo è quello telefonico: il fisso, un cellulare a testa se non di più e la connessione Internet. Tutti insieme portano ad una cifra decisamente importante.L’altro è quella delle televisioni a pagamento che nel 1994 erano praticamente agli albori. In sostanza, in quel momento c’era soltanto Telepiù e la sua prima versione digitale via satellite: vedere quattro canali di film e sport al mese costava 45mila lire. Adesso c’è Sky, il cui pacchetto base, senza film e senza sport, costa 19 euro, sempre al mese. Se si vogliono appunto anche i film e gli avvenimenti sportivi, la cifra si avvicina molto ai 50 euro, cioè più o meno a 100mila delle vecchie lire.

 

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