Gioco
Legge il giornale alla guida del bus
Il caso di un conducente che transitava da piazza Grande
LIVORNO. Volante in una mano, cellulare nell'altra. Guidare un autobus e parlare al cellulare senza auricolari: un mix e pericoloso. Molti cittadini, nei giorni scorsi, hanno segnalato a Il Tirreno di aver assistito a comportamenti simili. Un’abitudine pericolosa che smbrerebbe molto diffusa a Livorno ma anche in altre città toscane. Ma non solo telefono cellulare alla mano, capita che chi guida un mezzo pubblico si dedichi anche ad altre attività. È quanto abbiamo assistito in piazza Grande ieri mattina intorno alle 11 e 30 quando sotto i nostri occhi è sfilato un autobus Ctt con l'autista intento a leggere. Il giornale appoggiato sul volante, oltre a distogliere l’attenzione, può rendere difficili anche le più semplici manovre di guida. È vero che il bus andava a bassa velocità, ma quel giornale al posto di guida incuteva a e preoccupazione (si intravede nella foto grande). Ma la situazione è così drammatica? Siamo andati a verificare di persone e in realtà, a parte il caso dell’autista che leggeva il giornale, abbiamo notato che la gran parte dei conducente utilizza correttamente gli auricolari per collegarsi al cellulare. E abbiamo sentito anche la versione dei diretti interessati. Gli autisti ci hanno spiegato che qualcuno che si comporta così c’è davvero ma hanno tenuto a precisare che non sono abitudini, ma si tratta di eccezioni. Alcuni di loro tuttavia negano l'esistenza del fenomeno: «E' sbagliato parlare al telefono senza usare gli auricolari, mentre si guida un mezzo pubblico. Anche se io, che sono un capolinea, non ho mai visto nessuno tenere questo comportamento. Succedeva un paio di anni fa, ora no. Io, personalmente, se vedessi un mio collega agire così andrei a fare subito rapporto. Si meriterebbe 5 giorni di sospensione». Queste le parole di un autista incontrato in zona stazione. Un suo collega però, la pensa diversamente: «La verità è che succede, qualcuno al cellulare l'ho visto anche io, ma non si può generalizzare. La maggior parte di noi fa il loro lavoro con correttezza». E un altro sottoscrive quanto descritto dal suo collega: "Ho visto qualcuno che telefona e manda messaggi mentre è alla guida, ma sono in stragrande minoranza e ci tengo a sottolinearlo. Poi è anche vero che noi garantiamo la sicurezza del passeggero evitando molti di incidenti. Alcuni conducenti di autobus vanno oltre l'argomento, denunciando tutta una serie di problemi che riscontrano a livello di trasporto pubblico: «L'azienda ha messo la vendita dei biglietti a bordo per chi era di fretta, ora gli autisti sono diventati dei fattorini. Oltretutto prima ci spettava una percentuale della vendita del biglietto a bordo, ora va tutto all'azienda. E anche la gente è stufa. Una città come Livorno, che ha un porto così importante, non ha i mezzi adeguati. Dalla stazione ad esempio, non c'è un bus che va al porto oltre un certo orario. Così la gente deve attrezzarsi con i taxi o andare a piedi».
Claudia Guarino
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