Il Tirreno

Livorno

Ruggeri: cambio la città, mi sono fatto tanti nemici

di Juna Goti
Ruggeri: cambio la città, mi sono fatto tanti nemici

Il candidato del centrosinistra: «Ho combattuto non solo contro gli avversari ma anche nel partito». E dal sindaco Pisapia arriva un video di sostegno

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LIVORNO. «Ho combattuto non solo contro gli avversari politici, ma anche dentro al mio partito, perché tutti sono per il cambiamento, a meno che non li tocchi. C'era un derby tutto interno per cambiare anche la classe dirigente della città. Di nemici me ne sono fatti parecchi, ma se non si fa così non si cambia nulla...». Il candidato sindaco del centrosinistra, Marco Ruggeri, ieri ha detto queste parole dal comitato di piazza Grande, prima di chiudere la campagna elettorale al Palcoscenico con i sindaci di Firenze, Empoli e Prato.

Presente anche il segretario regionale del Pd, ha lanciato la proposta di un «grande evento turistico per il semestre europeo di presidenza italiana». Assente Renzi (così come Grillo). In compenso è arrivata una sorpresa da Milano. Un video del sindaco vendoliano Giuliano Pisapia, che rivolgendosi ai livornesi, dice: «Domenica è un giorno importante per voi, ma anche per l'Italia, non posso immaginare che una città come Livorno vada in mano a chi fa demagogia».

Ruggeri traccia un bilancio della campagna elettorale. «In questi mesi – racconta – ho avuto la fortuna di fare un bel viaggio in tutti i quartieri, ho incontrato quasi tutte le realtà produttive, mi sono trovato anche in situazioni difficili, in zone dove ci voleva coraggio a ripresentarsi. Abbiamo messo i gazebo dove abbiamo perso più voti rispetto alle europee e in molti sono venuti a spiegarci perché a Livorno non ci hanno votato: hanno detto che la città è ferma, mentre intorno tutti crescono». «Ho visto tante cose da non rifare – apre una parentesi – la ristrutturazione dello Scoglio della Regina, in quel modo, ne è un esempio».

«In questi mesi – riprende – c'è stato un crescendo di tensione, ora l'alternativa è tra chi garantisce un cambiamento nel centrosinistra e chi rappresenta una squadra che lavora "contro". Io sono "per" e da lunedì, non avendo fatto accordi con nessuno, avrò le mani libere...».

Nemmeno lui si scorda di quando «sono stato uno dei più bravi a fare accordi, non è che non mi riesca, ma questa volta si va a dritto. Il Movimento 5 Stelle di accordi ne ha fatti, eccome: Nogarin sta mettendo insieme dalla destra alla sinistra, con la parentesi di Rifondazione che ha preso le distanze. Altro che pentastellato, è un Pentapartito, mi ricorda la prima Repubblica». «Io ho già dato un segnale di cambiamento indicando il 40% della giunta – attacca – la continuità è dall'altra parte: hanno imbarcato anche Toncelli, che è stato vicesindaco, e che a quanto pare non sapeva niente nemmeno dello Scoglio della Regina...».

Il botta a risposta a distanza non si placa: «Non sono mai stato nominato, sono stato eletto in consiglio comunale e ho fatto le primarie per arrivare dove sono, non accetto analisi del sangue. Quando mi alzavo per andare a fare le direzioni del partito per cambiare, Nogarin usciva in barca a vela». E «io in tasca ho sempre il tesserino dell'Eni perché so che è lì che tornerò», ha aggiunto spiegando che, se sarà sindaco, «entro 10 giorni presenterò la giunta: dieci persone (sindaco compreso), 50 e 50 uomini e donne. Ringrazio Grieco, Lenzi e Cacciatori: chi ci mette la faccia prima del voto è coraggioso».

Così apre una parentesi polemica: «Il candidato la faccia ce l'ha messa, ma la classe dirigente di questa città, in un verso o nell'altro, tanto coraggio non lo ha avuto. In molti sono rimasti alla finestra, per una volta la politica è stata più avanti».

Poi va all’attacco: «I 5 Stelle fanno un bando europeo per scegliere gli assessori, che poi è stato chiamato manifestazione di interesse e forse diventerà un concorso di idee: ma lo sanno che quando ci sono i bandi non si cambiano le scadenze e non si aprono le buste? Forse Nogarin non fa nomi perché deve tenere insieme tutte le forze che lo hanno sostenuto, alla faccia della trasparenza... sono loro il vecchio». «Se sarà una “trasparente restaurazione” – conclude – lo decideranno gli elettori. Io invito tutti ad andare a votare. Al primo turno i livornesi ci hanno dato un messaggio chiaro: aprire un cantiere di cambiamento per il futuro. Ho fatto di tutto per dare il segnale che quel cambiamento è arrivato, spero che mi diano fiducia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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