Gioco
«Per società ed enti una vittoria di Pirro Noi vigileremo...»
LIVORNO. «La vittoria tanto sbandierata dalla società, dai rappresentanti degli enti locali e da vari personaggi della politica non è altro che una vittoria di Pirro». È un fiume in piena l’avvocato...
LIVORNO. «La vittoria tanto sbandierata dalla società, dai rappresentanti degli enti locali e da vari personaggi della politica non è altro che una vittoria di Pirro». È un fiume in piena l’avvocato Patrizio Rossi, che ieri, insieme alla portavoce Rosaria Scaffidi, ha riunito il comitato anti-discarica nei locali della parrocchia di Sant’Andrea.
«Nonostante i quattro imputati siano stati assolti – prende la parola il legale – il giudice penale, Gioacchino Trovato – nelle motivazioni della sentenza fa affermazioni gravi». «Ad esempio – dice – si legge che la famosa convocazione pubblica prevista dalle procedure autorizzative per informare la cittadinanza è stata in realtà una “farsa”, con un “contraddittorio” tra i dirigenti del Comune e quelli di Bellabarba».
«Il giudice – entra nel merito Rossi – nelle motivazioni spiega che gli imputati sono stati assolti perché l’area non è stata ritenuta franosa e non serve un impianto di captazione del biogas, impostazione che noi abbiamo sempre contestato. Ma, soprattutto, sottolinea che di fatto non ha potuto giudicare la violazione dell’articolo 97 della Costituzione solo perché non è stata contestata dall’accusa. Una violazione gravissima – ripete il legale – che ha a che fare con il “buon andamento” e “l'imparzialità dell'amministrazione”». «Il giudice – riprende Rossi – di fatto dice quello che abbiamo sempre sostenuto, ovvero che l’impostazione secondo cui la discarica servirebbe a rinaturalizzare il monte La Poggia non regge. Ha accertato, infatti, che è stato autorizzato l’inserimento in discarica di rifiuti organici e biodegradabili che non possono essere compattati e, quindi, non possono servire al ripacimento del versante dell’ex cava». Nelle motivazioni, attacca Rossi, «si parla di operazione mascherata» e «il giudice ha preso un provvedimento grave: ha inviato una copia alla Provincia perché proceda alla revoca dell’Aia, raccomandando che in caso di nuova autorizzazione sia limitata solo a codici che corrispondono a mattonelle, ceramiche, mattoni... In pratica solo dai 4 ai 17 codici, rispetto ai 106 autorizzati!». «Or la Provincia – conclude – righi dritto, perché noi vigileremo». (j.g.)
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