Gioco
Una bambina, la guerra, un’antica casa editrice
"Era una giornata di fine giugno. Le voci degli uomini del trasloco coprivano il canto delle cicale. I mobili venivano ammassati sbilenchi sulla ghiaia scricchiolante del giardino, ai piedi degli...
"Era una giornata di fine giugno. Le voci degli uomini del trasloco coprivano il canto delle cicale. I mobili venivano ammassati sbilenchi sulla ghiaia scricchiolante del giardino, ai piedi degli scalini di pietra che salivano verso il portone.": si apre con la scena del trasferimento a villa Franchetti, una dimora disastrata alle porte di Firenze, il volume autobiografico di Lucia Butini dal titolo "Al terzo canto della civetta" che sarà presentato domani (ore 16,30) presso la libreria "Un libro per amico" (Corso Mazzini 12). Alla presentazione, oltre all'autrice, parteciperà anche Erica Gardenti, titolare di SoleOmbra Edizioni, la casa editrice fiorentina che ha pubblicato l'opera. La vicenda familiare narrata da Lucia Butini si intreccia con la fasi conclusive di una delle più importanti case editrici livornesi: il bisnonno di Lucia era infatti Raffaello Giusti, il tipografo e libraio di origine lucchese che nell'800 aveva fondato a Livorno l'omonima casa editrice, la prima a pubblicare la raccolta di poesie "Myricae" di Giovanni Pascoli (con cui intrattenne una lunga disputa testimoniata da un corposo carteggio), oltre a stampare innumerevoli testi nei più diversi settori, dalla letteratura latina alla matematica. Con la casa e la tipografia distrutte dai bombardamenti la famiglia di Lucia (all'epoca aveva quattro anni) si trasferì appunto nella villa fiorentina dove rimase per qualche anno: una permanenza non facile (siamo nell'immediato dopoguerra) che Lucia descrive con tocco lieve e poetico, talora ironico.
Roberto Riu
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