Il Tirreno

Livorno

L'appello di Jerry: «Ora sto meglio, ma ho ancora bisogno di voi»

Lara Loreti
L'appello di Jerry: «Ora sto meglio, ma ho ancora bisogno di voi»

Jerry, il clochard che ha commosso i livornesi e non solo, ringrazia la città e da Villa Serena, dove fa pet therapy con la sua Trilly, lancia un nuovo appello: «Statemi ancora vicino, mi date la forza». Nuova colletta per aiutare i suoi soccorritori a pagare i costosi farmaci

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Da qualche mese la vita di Jerry è un po’ meno invisibile. E questo grazie alla sensibilità dei livornesi, che hanno risposto numerosi al suo appello di febbraio, raccogliendo soldi per il suo sostentamento. Una colletta che non si è svolta solo in città, ma anche negli altri posti dove lui ha vissuto come Pratovecchio, nel Casentino, e Milano, sua città natale. I volontari di strada, suoi angeli custodi da mesi, sono scesi in campo e hanno dato il cuore per lui. Il Tirreno si è interessato al caso, dando massima visibilità alla sua storia. Ma soprattutto intere città hanno fatto a gara per aiutarlo. Ed ecco che, messa in moto la macchina vincente della solidarietà, oggi l e istituzioni, Asl e amministrazione comunale in testa, hanno preso in carico il caso di Jerry.

Ma cosa è successo in questi mesi, da febbraio ad oggi? All’epoca, Davide Pontone, questo il vero nome del noto clochard quarantenne, viveva uno dei momenti più duri della sua vita. Il 31 gennaio era stato trovato in piazza Grande con una parestesia alle gambe, denutrito e disperato. Divorato dalla malattia, resa ancora più spietata da venti anni di vita on the road, e privo di assistenza sanitaria, Jerry era seguito solo da un gruppo di “volontari di strada”. Cinque giovani livornesi che si erano fatti carico di lui psicologicamente, ma anche nella pratica, pagandogli l’albergo per venti giorni, ma anche il vitto e le spese mediche.

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(Jerry a Villa Serena con la sua Trilly)

Oggi il senzatetto, conosciuto in città soprattutto nel quartiere della Venezia, dove ha trascorso gli ultimi sette anni della sua vita, girovagando e chiedendo elemosina con la sua cagnolina Trilli, sta un po’ meglio, in particolare nello spirito. Le malattie, purtroppo, non l’hanno abbandonato. Deve assumere farmaci molto costosi, che per ora l’Asl non gli passa. La sua vita però ha subìto un’importante svolta: il 10 febbraio, dopo quindici giorni di sofferenza dovuta alla parestesia alle gambe, è stato ricoverato prima nel reparto di neurologia e poi nel cosiddetto ospedale di comunità, sempre sul viale Alfieri. Successivamente, si è aggravato ed è tornato in neurologia. Dura la diagnosi: un forte calo di tutti gli elementi del sangue (globuli rossi, leucociti e piastrine) dovuto al suo stile di vita da clochard. Tuttavia, giorno per giorno, a poco a poco, Jerry è migliorato. E il 28 aprile, dopo tanto patire, finalmente è stato dimesso dalla neurologia, per essere trasferito alla Rsa Villa Serena. Un evento importante. Oggi il quarantenne (festeggerà 41 anni a settembre) ha una vita quasi normale, seguito da fisioterapisti e medici.

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(Jerry in una foto scattata lo scorso febbraio)

I volontari continuano a occuparsi di lui quotidianamente, in particolare, una giovane livornese che ogni mattina lo va a trovare e gli porta la sua Trilli, un incrocio tra cavalier king e volpino, di 9 anni. Già perché uno degli aspetti più belli e commoventi di questa storia è il rapporto speciale che Jerry in questi anni è riuscito a stabilire con la sua cagnolina, anche lei di strada come lui. Gli fu donata 4 anni fa e da allora non se ne è più separato. A Villa Serena Davide fa pet therapy, e i risultati si vedono. Lo racconta la volontaria: «Quando vede la sua cucciola è contentissimo - dice la giovane livornese - per lui è un motivo di vita. E anche lei si emoziona alla vista del suo padroncino».

Ma un rapporto speciale si è creato soprattutto tra Davide e il gruppo dei giovani livornesi che lo assistono. «Per me loro non sono più volontari, sono amici», dice Jerry. E quando pronuncia queste parole, i suoi occhi si gonfiano di lacrime. «Ora lui è sereno, è un’altra persona», dice la ragazza, confortata.

In tutto questo lungo periodo, Davide è stato aiutato anche da alcune persone che gli erano state vicine in certi periodi del suo passato. Prova questa che il quarantenne è riuscito a lasciare un segno indelebile nel cuore di chi ha avuto a che fare con lui, anche se solo per una parentesi della vita.

jerryTuttavia, la situazione non è tutta rose e fiori. Il suo percorso di ripresa si presenta ancora lungo, incerto e faticoso. Jerry è ospite di Villa Serena, ma deve provvedere per conto suo all’acquisto di medicine. A luglio il quarantenne avrà la visita di invalidità in cui si deciderà se avrà diritto a una pensione. Per ora, a comprare i farmaci, ci stanno pensando i volontari. Ma la situazione è critica, e loro non sanno fino a quando ce la faranno. Lo sottolinea una delle soccorritrici: «Noi stiamo facendo del nostro meglio, ma non ce la facciamo più economicamente».

Ecco perché il clochard e i suoi assistenti lanciano un nuovo appello. Ancora una volta, l’aiuto della gente può rivelarsi essenziale per il futuro del senzatetto. Una nuova colletta servirà a raccogliere i soldi necessari a comprare le costose medicine di cui Jerry ha bisogno. Si tratta di vitamine, integratori e dispositivi medici che purtroppo non vengono garantiti dal servizio sanitario nazionale. «Grazie a tutti - dice Jerry commosso - in tanti mi sono stati vicini: le volontarie, gli infermieri e i medici dei reparti ospedalieri, tutte le ragazze dell’assistenza domiciliare, tutto il personale di Villa Serena, la mia canina Trilly, e tutti coloro che mi hanno dato questa nuova possibilità di vita».

Chi volesse contribuire alla colletta può fare un versamento, anche piccolo, sulla carta Poste Pay intestata a Maria Giovanna Morelli n.: 4023600605592536.Codice Fiscale: MRLMGV74566E625T

Ecco la lettera che uno dei volontari che nel passato si è occupato di Jerry, scrive per descrivere il lato più intimistico del suo amico. L'assistente sociale auitore dell'intervento conosce Davide da anni e lo ha seguito quando lui era a Pratovecchio, nel Casentino.

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"Ci sembra opportuno sottolineare alcuni elementi che possono forse aiutare a capire meglio chi è Jerry e perché si trova in queste condizioni, visto che chi scrive lo conosce da quando aveva 14 anni e ci ha vissuto insieme per diversi anni. Lui ora ha 40 anni. Prima di tutto Jerry, come si fa chiamare a Livorno, in realtà si chiama Davide e, come tutti i cristiani anche se clochard, possiede un cognome: Pontone.
In un suo romanzo Sebastiano Vassalli scriveva che ogni dio dell’Olimpo crea apposta, per suo divertimento e diletto, affanni, disgrazie, crucci e sofferenze a coloro che sulla terra non sono suoi protetti, come succede a Ulisse nel suo viaggio di ritorno a Itaca: in questo senso Davide sembra essere figlio di un dio minore, incapace appunto di proteggerlo e di aiutarlo di fronte alle difficoltà che la vita e le relazioni di amore e di affetto pongono sin da quando si nasce.
Davide trascorre per vari motivi un'infanzia difficile, caratterizzata dal senso di abbandono e di solitudine. Diventa poi anagraficamente un giovane adulto che si porta dietro questo deficit di attenzione e di protezione dei suoi primi anni, deficit che gli procura uno stato di profonda insicurezza nei rapporti sociali ed affettivi e una paura quasi paranoica della violenza e della sopraffazione delle parole e dei gesti quotidiani degli altri.
È probabilmente per queste ragioni che a vent’anni decide di fuggire da quello spettacolo così divertente per gli dei e di “ritirarsi” dalla società dei “normali”, per cercare un suo spazio all’interno di quella degli emarginati e degli esclusi. E in questo contesto ne passa altri venti, dei quali possiamo solo immaginare le ulteriori privazioni e le difficoltà.
Attenzione però, il quadro appena descritto non deve portare a conclusione sbagliate: Davide è e rimane una persona intelligente, curiosa, profondamente buona e molto sensibile".

                                                                                                                       Un assistente sociale
 

 

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di Redazione web