Il Tirreno

Livorno

Corsa a due per prendersi il Caprilli

di Federico Lazzotti
Corsa a due per prendersi il Caprilli

Aperte le buste per la gestione dell’impianto, offerte presentate da un’Ati con Follonica e dalla scuderia Dioscuri team Botti

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LIVORNO. All’ultimo steccato sono rimasti in due nella corsa a ostacoli per conquistare la gestione del Caprilli per le prossime 4 stagioni: un’associazione temporanea di impresa di cui fa parte anche l’ippodromo di Follonica e le scuderie Dioscuri del team Botti, uno dei nomi più conosciuti nel mondo del galoppo.

Ma dall’ultima curva fino alla linea del traguardo ci sono una serie di incognite che rischiano di mettere fuori gioco le due pretendenti e soprattutto di far calare il sipario sulla prossima stagione di corse all’interno dell’impianto lungo il viale Italia.

Ieri mattina all’ufficio gare del Comune di Livorno sono state aperte le buste con i nomi dei soggetti che entro il termine previsto delle ore 13 del 3 giugno scorso hanno fatto pervenire la propria manifestazione di interesse per la gestione del Caprilli.

Nella prima busta i dirigenti del Comune Antonio Bertelli e Maurizio Lenzi hanno trovato la proposta firmata da tre società a responsabilità limitata, Sistema cavallo (Follonica), Ippomed (Siracusa) e Ippodromi Meridionali (Siracusa). Nella seconda c’era, invece, il nome dell’impresa Dioscuri, un team che ha diversi allevamenti, uno di questi a Cenaia, in provincia di Pisa, di circa 35 ettari.

Adesso i responsabili della gara dovranno verificare le offerte. L’appuntamento - confermano dal Comune - è per lunedì mattina. In quella occasione sarà spulciata la documentazione presentata dalle concorrenti per metterla a confronto con quella richiesta dal bando. A cominciare dal destino degli 8 ex dipendenti della Labronica Corse.

Oltre ai criteri dei bandi della pubblica amministrazione è stata richiesta una dichiarazione di «accreditamento Mipaaf (ex Unire)», di dimostrare di aver gestito «attività inerenti il settore ippico sportivo o di allevamento negli ultimi 3 anni» e un fatturato globale sempre relativo agli ultimi tre esercizi pari a 6 milioni di euro. Il bando chiarisce infine che il subappalto è concesso nella forma del 30% delle attività richieste, mentre quelle collaterali sono appaltabili al 100%.

Tra i requisiti fissati dall’amministrazione, tre hanno fatto già discutere, tanto che la Fondazione Caprillina nei giorni scorsi ha fatto arrivare in Comune una diffida nei confronti dei dirigenti affinché annullassero il bando.

A cominciare dal cosiddetto «accreditamento Mipaaf». Un parametro - è la contestazione - di cui si ignora totalmente il significato non essendovi traccia di alcun testo normativo relativo al settore ippico di un siffatto accreditamento, anche in relazione al periodo si sussistenza dell’ex Unire, dato atto che lo stesso direttore del dipartimento delle politiche agricole interpellato sul punto non è stato in grado di fornire una adeguata risposta».

C’è poi i quello di «aver gestito attività inerenti il settore ippico sportivo e l’allevamento». Si tratta - è la contestazione - «di un ulteriore dubbio giacché anche in questo caso il requisito ippico sportivo non trova riscontro nel settore in argomento e risulta contraddittorio l’accostamento tra l’attività ippico sportiva e di allevamento con la gestione di un ippodromo» Il terzo punto che viene preso in esame dalla Fondazione riguarda la voce che riguarda il fatturato globale di sei milioni di euro fissato nel bando. «Costituisce - si legge - un parametro del tutto indeterminato, non esistendo nella terminologia contabile e aziendale una formula di tal fatto».

Oltre alle contestazioni nel merito del bando, c’è poi la partita legale ancora aperta tra il Comune e Alfea, la società pisana che ha gestito il Caprilli per due stagioni vanterebbe infatti una concessione trentennale sull’impianto. Se il Tribunale amministrativo di Firenze al quale si sono rivolti i legali della società desse torto al Comune, il bando salterebbe e la corsa dentro al Caprilli sarebbe finita, almeno per quest’anno.

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