Il Tirreno

Livorno

IL MUSICISTA LABRONICO

A Federico Sardelli la Campanella del Lions Club Host

LIVORNO. È stata consegnata a Federico Maria Sardelli la “Campanella”quale premio Lions. Il riconoscimento, giunto alla 37ª edizione, porta la firma del Lions Club Livorno Host: è stato dato al...

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LIVORNO. È stata consegnata a Federico Maria Sardelli la “Campanella”quale premio Lions. Il riconoscimento, giunto alla 37ª edizione, porta la firma del Lions Club Livorno Host: è stato dato al musicista livornese in una serata allo Yacht Club nel corso della quale sono stati presentati due nuovi soci e il nuovo labaro che affianca senza sostituirlo l'originale ormai quasi sessantenne.

Sardelli ha dimostrato di saper parlare, oltre che scrivere, dipingere e far musica (flautista e direttore) con le risposte ai numerosi interventi spaziando dal celebre padre (il pittore Marc Sardelli) al presunto “zio” Beethoven (che gli procurò la prima delusione della vita a 7 anni alla scoperta della sua morte secoli addietro), dall’amore per Vivaldi (di cui è curatore del catalogo dopo averlo scoperto ad 11 anni nello studio di un pittore che ne stava sparando a tutto volume il Presto Sotto dell'Estate dalle 4 Stagioni) alle tecniche della direzione d'orchestra (la mano destra a dare il tempo e la sinistra ad invocare particolari suggestioni acustiche).

Il musicista, dopo aver ribadito che intende interpretare i brani guardando alle aspettative degli ascoltatori contemporanei (molto attesa la sua direzione nel nuovo teatro di Firenze in Giugno dell'Orfeo ed Euridice di Gluck), ha anche sottolineato al suo amore per una città che non ha dimenticato e che vorrebbe veder rinascere dalla marginalità in cui sta sprofondando.

A presentarlo ci aveva pensato il socio Vincenzo Costa senza dimenticare niente della sua lunga carriera musicale: fondatore nel 1984 dell'Orchestra Barocca Modo Antiquo, oltre 40 incisioni, due nominations agli oscar della musica, direzioni Maggio Musicale Fiorentino, Arena di Verona, Santa Cecilia di Roma, Filarmonica di Galizia ed Accademia di Potsdam) affrontata abbandonando gli iniziali esordi pittori, le collaborazioni al Vernacoliere e la laurea in Filosofia.

I due nuovi soci, che portano a 386 i nomi registrati nell'anagrafica sociale dal 1956 ad oggi ed a 73 i soci attuali, erano invece stati presentati dal presidente Gino Baldi e dal socio Andrea Pardini. L’uno è Giuseppe Abate e l’altro è Stefano Pampaloni.

Giuseppe Abate, in Toscana dall'età di 4 anni ed a Livorno da quella di 11, proprio su suggerimento di un amico, decise di intraprendere quell'attività imprenditoriale nel mondo del movimento terra che l'ha ormai portato a guidare 80 dipendenti nell'Abate srl. nata nel 1971 sotto forma di ditta individuale. Dall'acquisto di una escavatrice alle prime operazioni di riciclaggio degli scarti edili, dalle realizzazioni urbanistiche alle demolizioni sino alla fornitura e posa in opera di inerti durante la creazione della rete stradale e autostradale di Italia 90. Nel curriculum aziendale figurano anche la costruzione dell'Interporto, la realizzazione delle prime vasche di colmata all’esterno della Darsena Toscana, la demolizione dello Scalo Morosini.

Stefano Pampaloni è titolare dello Studio di Comunicazione Zaki Design. Basato sulla sua attività di web designer già durante gli studi accademici più che sulla laurea con 110 e lode in scienze geologiche, lo studio collabora con Università di Pisa, Sant'Anna e di Siena, oltre che con Comune di Livorno e Confindustria Toscana. Pampaloni la lanciato pure le celebri Ugopiadi (olimpiadi dei cani Carlini) che ormai hanno acquisito fama nazionale.

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