Gioco
«Voglio ritrovare la mia fisarmonica Non mi arrendo»
L’appello del musicista Massimo Signorini a 3 anni dal furto L’insegnante: «È il mio strumento di lavoro e ci sono legato»
LIVORNO. L'auto parcheggiata in via dell’Arcivescovado, qualche attimo necessario a sbrigare una commissione dentro un ufficio del quartiere e una volta fuori, l’amara sorpresa: il vetro del finestrino frantumato, la fisarmonica sparita nel nulla.
Rabbia e sconforto, desiderio di spaccare il mondo. Era il 13 novembre del 2011, e da allora, più nessuna traccia. Sono passati quasi tre anni e la speranza oggi è una fiammella pronta a spegnersi, ma Massimo Signorini, direttore artistico dell’associazione Accademia degli Avvalorati e del Centro sperimentale sulla fisarmonica, non si è ancora perso d'animo. «Non mi arrendo – dice a gran voce il concertista e insegnante – voglio trovare il mio strumento e anche se è passato tanto tempo non intendo rassegnarmi. È impossibile che sia sparita nel nulla – tuona – Conto sull’aiuto di tutta la cittadinanza, in particolare studenti, negozianti, musicisti, professori e collezionisti, affinché la mia fisarmonica torni a casa».
La sua “unica” fisarmonica – tiene a specificare Signorini – perché un autentico legame affettivo lo lega a quello che dai non addetti ai lavori, impropriamente viene chiamato organetto. Il musicista l’acquistò nel 2002 a Castelfidardo, in provincia di Ancona, nella sede della Zero Sette, una factory che dal 1945 produce fisarmoniche di qualità eccelsa.
Un acquisto che lo rese felicissimo, tanto che lo strumento lo ha accompagnato in scena per dieci lunghi anni. «Si tratta di una fisarmonica con una struttura tecnica che può sfruttare soltanto un concertista con una preparazione classica di conservatorio – spiega – in quanto classificata come fisarmonica a bassi sciolti per quinte. Non so proprio spiegarmi perché me l’hanno presa...». La descrizione esatta è fisarmonica Zero Sette modello piano-converter con 45 tasti a destra e 160 bassi a sinistra – modello B30-45P Gallarini con doppio cassotto. Possiede otto file di pulsanti (bassi) nella tastiera di sinistra. «Fui anche accorto – aggiunge Signorini – perché la mimetizzai in auto, senza lasciarla così, in bella vista». Evidentemente però, il trucco non ha tratto in inganno i furfanti. Signorini il giorno successivo presentò regolare denuncia ai carabinieri, ma anche le forze dell’ordine in questi anni non hanno rinvenuto il prezioso oggetto. «Non prezioso perché di valore – sottolinea – non è certo un Rolex, bensì lo strumento principale della mia professione di musicista. Chi è dell’ambiente può comprendere bene lo stato d’animo della persona che subisce il furto del proprio mezzo di lavoro, al quale ognuno di noi si lega affettivamente».
Insomma, una vera e propria richiesta d’aiuto, forse l’ultimo tentativo. E per questo che Signorini diffonde i propri dati personali (339/1114737, massimosignorini@alice.it) nella speranza che giungano notizie utili in merito. «Lotterò con tutte le mie forze per ritrovarla - conclude - e seguirò tutte le strade consentite dalla legge per arrivare al ritrovamento del mio amato strumento».
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