La protesta
Tremano i 360 del call center di Guasticce
Dopo il traffico di Credem sarà spostato a Torino anche quello di Findomestic. «Resta solo Seat, ma nel 2015 il contratto scade»
GUASTICCE. Per tutta la giornata di ieri i centralini livornesi di Pagine Gialle e Pagine Bianche sono rimasti muti. «A Guasticce l’adesione allo sciopero nazionale ha superato il 90% dei dipendenti», garantiva soddisfatto nel pomeriggio Filippo Bellandi, rappresentante sindadacale e membro della segreteria provinciale della Slc Cgil.
C’era da immaginarselo, considerando il mix di difficoltà di carattere generale ma anche strettamente aziendale che stanno vivendo i 360 lavoratori di People Care.
«Le questioni si intrecciano - spiega Bellandi -. Perché se da un lato la protesta nazionale è finalizzata a chiedere un adeguamento normativo che impedisca gare al ribasso al momento del cambio di appalto, dall’altro questa problematica potrebbe cadere sulla nostra testa proprio nel 2015».
«Ogni volta che scade una commessa con un’azienda, i committenti successivi puntano al massimo ribasso. A quel punto che cosa succede? Che le aziende fornitrici di servizi telefonici per stare dentro ai costi sono costrette a delocalizzare i centralini e a tagliare il personale nei vari call center italiani», spiega Bellandi.
E’ quello che potrebbe accadere l’anno prossimo a Guasticce. Quando scadrà il contratto con Seat Pagine Gialle e il rinnovo potrebbe saltare in aria. Sia per le condizioni in cui versa l’ex monopolista degli elenchi telefonici, talmente inguaiato da aver visto precipitare la quotazione di borsa a meno di 2 millesimi di euro, fra concordato preventivo e addirittura azione di responsabilità nei confronti di una squadra di ex amministratori, sia per i cattivi rapporti che ci sono tra la stessa Seat e Contacta Spa, la società controllante di People Care.
A quel punto cosa accadrà? Per i 360 lavoratori di Guasticce, giovani, in maggioranza donne, potrebbero aprirsi pessimi scenari.
Gli indicatori degli ultimi mesi provenienti dal quartier generale di Torino d’altra parte non sono incoraggianti: come abbiamo scritto di recente su queste pagine, sono state riportate a Contacta i servizi per il call center di Credem ed è in corso la formazione di personale per portare a Torino anche le risponderie di Findomestic che a Guasticce valgono 80 addetti. Mentre a People Care è stata concentrata tutta la commessa di Seat. Cosa accadrà quando tra 12 mesi scadrà quel contratto? «Se Seat non rinnoverà, rimarremo senza un committente - risponde Bellandi -. E allora rischieremmo di trovarci dentro il vortice delle gare al ribasso col taglio di posti di lavoro che esse comportano. E’ per questo che è importante che a livello legislativo venga recepita una politica europea che tuteli i lavoratori nei cambi di appalto, impedendo che i dipendenti vengano lasciati in strada da un giorno all’altro in nome della delocalizzazione del taglio dei costi».
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