Il Tirreno

Livorno

Picchia la madre per mesi denunciato e allontanato da casa

di Lara Loreti

Dopo i continui maltrattamenti, la donna ha trovato il coraggio di raccontare del figlio ai carabinieri Nei guai un livornese di 23 anni: il giudice ha stabilito il divieto di recarsi nei luoghi frequentati da lei

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LIVORNO. Insultare, umiliare, vessare, picchiare ripetutamente, per mesi, la propria madre. Fino a spingerla a chiedere aiuto ai carabinieri e a presentare denuncia, per due volte, proprio contro il figlio. Una decisione sofferta quella di una mamma livornese di 48 anni. Nei giorni scorsi, la donna, impiegata residente in centro, si è rivolta ai militari del Comando di viale Fabbricotti per chiedere un consiglio e un supporto. Un sos a cui la donna è stata costretta dopo mesi di sopportazione. Insulti, botte, aggressioni da parte del figlio 23enne, disoccupato.

È così che lei, dopo l’ennesima lite violenta, qualche settimana fa, ha trovato il coraggio di uscire allo scoperto. E i militari, dopo una breve indagine, martedì pomeriggio hanno eseguito un provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e un altro di divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla madre, nei confronti del giovane. Un atto autorizzato dal gip, su richiesta del pubblico ministero che ha seguito le indagini, Luca Masini.

Come ricostruito dai militari della Compagnia di Livorno, lui figlio unico e lei separata, madre e figlio abitavano insieme in una casa in centro città. Una convivenza molto difficile da sempre, che tuttavia s’è fatta insopportabile per la donna negli ultimi tempi. Il giovane è diventato sempre più aggressivo in un’escalation che non ha lasciato scampo alla donna.

Come denunciato dalla stessa vittima, infatti, il ragazzo è arrivato a metterle le mani addosso con tale violenza da procurarle anche delle lesioni serie, tanto che lei è stata costretta a recarsi in pronto soccorso. Incomprensibili i motivi che si celano dietro le aggressioni: in base a quanto appreso, il giovane picchiava la madre per incompatibilità caratteriali, senza pretendere soldi o altri favori, ma “solo” per problemi di convivenza. Vessazioni che sono andate avanti per almeno sei mesi finchè, nelle ultime settimane, c’è stata una vera e propria impennata.

Da martedì dunque il giovane non può più vivere a casa della madre né avvicinarsi al posto di lavoro o ad altri posti da lei frequentati. L’accusa penale nei confronti del giovane è maltrattamenti in famiglia.

Di recente, come rilevato dai carabinieri e dalla polizia, le denunce di maltrattamenti in famiglia hanno subìto un preoccupante picco: i casi di figli che picchiano i genitori o i nonni e quelli di stalking tra coniugi sono in aumento. Sono in corso indagini dell’Arma

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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