Gioco
«La riattivazione del bacino è un errore»
Cna e Gestione Bacini rispondono alle 28 imprese di riparatori: grandi navi a Piombino
LIVORNO. «La riattivazione del bacino grande in muratura non è più la via migliore da percorrere per ottimizzare l'economia del settore della costruzione e riparazione navale nella provincia di Livorno». A sostenerlo sono la Cna e la Gestione Bacini Spa per voce del direttore dell'associazione di categoria Marco Valtriani, dopo che 28 aziende livornesi guidate dalla spezzina Jobson Italia hanno presentato ufficialmente la richiesta al mondo politico e al comitato portuale di rivedere il piano regolatore del porto per rilanciare il comparto delle riparazioni, ampliando l’utilizzo del bacino in muratura alle navi di grandi dimensioni.
Valtriani aggiunge: «Non si può continuare a ragionare per singoli comparti, ma dobbiamo sforzarci tutti insieme di analizzare oggettivamente la situazione, le risorse disponibili, i piani industriali immediatamente realizzabili, i nuovi scenari economici ed urbanistici e le nuove opportunità che si sono affacciate nel nostro territorio».
«Anche la Cna e la Gestione Bacini Spa - ammette Valtriani - negli anni hanno avanzato istanze per la riattivazione del bacino grande, ma di fronte al nuovo piano operativo triennale che non ne prevede la riattivazione, i riparatori hanno dovuto guardarsi intorno. E così la possibilità di spostare a Piombino l'attività sulle grandi navi ha aperto un nuovo scenario su cui è sbagliato chiudere gli occhi: quelli di Livorno e di Piombino sono porti che vanno visti sotto un'unica logica, l'evoluzione che sta per avere Piombino grazie alle grandi opere strutturali ed infrastrutturali che verranno realizzate, permette di far convivere nel territorio le grandi riparazioni navali, quelle di medie dimensioni, la costruzione di mega-yacht, il loro refitting e la realizzazione della Porta a Mare e del porto turistico».
Il messaggio è rivolto all’Ati di 28 imprese, alcune delle quali uscite proprio da Gestione Bacini: «Andare ad una logica di scontro fra queste componenti in cui una sacrifica le altre, farebbe solo il male dell'economia di questo settore che, ripeto, va visto come un unico settore: è su questa linea che Cna, Confindustria, Gestione Bacini e Azimut Benetti hanno trovato una intesa scritta che massimizza le aspettative di tutte le componenti e di tutte le strutture presenti ed in via di realizzazione nei due porti».
«La collaborazione fra le parti - aggiunge il presidente della Gestione Bacini Spa Marco Fiorillo - ha già permesso alle riparazioni navali di realizzare un fatturato di 12 milioni di euro, impiegando una media mensile di 150 addetti su 115 navi. Le riparazioni navali non sono quindi ferme, come testimoniano anche le stesse lavorazioni effettuate da altri riparatori navali, che hanno già trovato spazi in porto pur senza il bacino grande: si tratta di riuscire a ottimizzare ciò che c'è, mettendolo a sistema anche con ciò che verrà. Tornare indietro e rimettere in discussione tutto significherebbe anni di ulteriore immobilismo per conseguire ricavi alla fine inferiori a quelli prospettabili con una nuova strategia di utilizzo delle risorse, dei mezzi e delle professionalità presenti nei due porti». (g.co.)
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