Sicurezza
Ruggeri punta sulla preside e lo scrittore
Il candidato Pd svela le prime carte: se sarà sindaco nominerà assessori Cristina Grieco (scuola) e Simone Lenzi (cultura)
LIVORNO. Marco Ruggeri, candidato sindaco del Pd e del centrosinistra, svela le prime carte. Se domenica vincerà il ballottaggio contro Filippo Nogarin (Movimento 5 Stelle) e diventerà sindaco, nominerà assessori all’istruzione e alla cultura la preside del Vespucci-Colombo, Cristina Grieco, e lo scrittore-musicista Simone Lenzi.
«È il segnale – dice Ruggeri di fianco ai papabili assessori, nel parco della Fortezza Nuova – di cosa significa davvero il cambiamento, che non passa solo dai programmi, ma dalle persone». «Se vincerò – ripete – cambierò l’intera giunta, nei prossimi giorni ci saranno altre sorprese...». Confermata, quindi, l’anticipazione del Tirreno.
Ruggeri aveva annunciato pochi giorni fa, a chi gli chiedeva un segnale concreto del suo “punto e a capo”, che sarebbe partito dalla presentazione anticipata dell’eventuale squadra di governo. Ieri ha scelto di iniziare da cultura e scuola. «Quello della cultura – riprende – è stato l’elemento su cui si è dibattuto di più in questa campagna elettorale e su cui ho spinto la leva del cambiamento». Mentre «l’istruzione e la scuola per Livorno sono sempre state un’eccellenza: colgo l’occasione per ringraziare l’assessore Carla Roncaglia, che ha fatto un lavoro straordinario. Ora non dobbiamo adagiarci. Per la scuola, capitolo fondamentale considerando anche che scompariranno le Province, vogliamo occuparci della dispersione, che a Livorno raggiunge numeri troppo alti».
«Cristina – aggiunge – è una preside apprezzata, ha ampia conoscenza del sistema scolastico e le sono riconosciute capacità di manager, potrà fare un lavoro importante. Simone rappresenta le idee di apertura e vivacità cittadina, conosce bene i gruppi musicali. La svolta passa da un’idea nuova, più giovane, di cultura».
Cristina Grieco, classe 1964, già nel consiglio di amministrazione di Sat, ha insegnato per molti anni economia aziendale al Marco Polo di Cecina e dal 2006 dirige il Vespucci-Colombo. È spossata e ha due figlie. È Lenzi a fare un po’ lo scrittore quando racconta l’aneddoto di lei fermata dai vigili urbani mentre di notte pitturava le aule della scuola con la famiglia e con altri genitori. «Credo nel programma di rinnovamento di Ruggeri – dice la prof manager – mi piacciono le sfide, se andrà bene ce la metterò tutta. Metterci la faccia prima significa che ci crediamo davvero...». E aggiunge: «Per combattere la dispersione scolastica serve un’alleanza formativa fra scuola e territorio, insieme a un orientamento che funzioni, che metta davvero a conoscenza i ragazzi di cosa c’è fuori».
Pizzetto, giacca e camicia azzurra, niente cravatta. Simone Lenzi – 46 anni, scrittore, cantautore, frontman dei Virginiana Miller (David di Donatello nel 2013 con “Tutti i santi giorni”, brano dell’omonimo film di Virzì) – risponde così a chi gli chiede chi glielo abbia fatto fare: «Me lo sono chiesto anch’io. Sono arrivato a 46 anni, non ho figli, dopo aver lavorato tanto per me mi sono chiesto se non fosse venuto il momento di fare qualcosa per la comunità in cui sono cresciuto». Quella città dove, scrive lui camminando “Sul Lungomai di Livorno”, sprecarsi è la cosa più facile del mondo, “tutto ti aiuta a farlo...”. Come si immagine assessore alla cultura nella Livorno che ha raccontato così? «Il libro – risponde – è alla sesta ristampa. La maggior parte delle copie sono state vendute fuori Livorno. In molti mi hanno scritto dicendosi incuriositi da questa città. Ecco, per me fare cultura non significa trincerarsi, ma raccontare e far sì che gli altri ti riconoscano». «Da cosa partirò – dice subito dopo – se sarò assessore? Da due punti. Il primo: in passato troppo è stato dato a troppi pochi, mentre bisogna dare più risorse alle tante realtà che sono a Livorno e che fanno cultura. È brutto fare esempi, ma provo a citarne due: associazione Don Nesi e Teatro C. Secondo: dobbiamo smettere di pensare al Comune come a un mecenate, ma come al promotore di una partecipazione pubblico-privata virtuosa. In altre parole, il soggetto che attrae investimenti. Tutto questo avrà anche ricadute sul piano occupazionale».
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