Il Tirreno

Livorno

E la Caprillina diffida i dirigenti municipali

E la Caprillina diffida i dirigenti municipali

L’avvocato della Fondazione: non è regolare, non affidate l’impianto e fate partecipare anche noi

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il passaggio fondamentale del documento inviato al Comune di Livorno e firmato dall’avvocato Giovanni De Luca a nome della Fondazione Caprillina, arriva a pagina tre.

All’inizio del capitoletto scritto in neretto si legge: “diffida”. Il monito del legale è indirizzato al responsabile dell’ufficio provveditorato del Comune di Livorno Antonio Bertelli, e al collega che si occupa del procedimento per l’ assegnazione dell’ippodromo Caprilli, Maurizio Lenzi.

La richiesta da parte del legale della Fondazione presieduta dall’ex direttore di Labronica Corse e già assessore allo sport Attilio D’Alesio, è quella di «provvedere in via preliminare alla sospensione del procedimento in corso, o comunque alla integrazione e modifica del bando, in maniera da poter tenere conto delle osservazioni sopra svolte». L’obiettivo dichiarato è quello di far saltare il banco e partecipare, magari vincendola, alla nuova gara.

Nel documento, trasmesso anche al Ministero per le politiche agricole si fa l’elenco di alcuni presunti punti oscuri all’interno del bando.

A cominciare dal cosiddetto «accreditamento Mpaaf (ex Unire». Un parametro - è la contestazione - di cui si ignora totalmente il significato non essendovi traccia di alcun testo normativo relativo al settore ippico di un siffatto accreditamento, anche in relazione al periodo si sussistenza dell’ex Unire, dato atto che lo stesso direttore del dipartimento delle politiche agricole interpellato sul punto non è stato in grado di fornire una adeguata risposta».

C’è poi tra i requisiti quello di «aver gestito attività inerenti il settore ippico sportivo e l’allevamento». Si tratta - fa notare il legale - «di un ulteriore dubbio giacché anche in questo caso il requisito ippico sportivo non trova riscontro nel settore in argomento e risulta contraddittorio l’accostamento tra l’attività ippico sportiva e di allevamento con la gestione di un ippodromo»

Il terzo punto che viene preso in esame riguarda la voce che riguarda il fatturato globale di sei milioni di euro fissato nel bando.

«Costituisce - si legge - un parametro del tutto indeterminato, non esistendo nella terminologia contabile e aziendale una formula di tal fatto».

L’ultimo punto contestato riguarda il tempo tra la pubblicazione dell’invito a manifestare e la data di scadenza fissata per la presentazione delle domande.

«Tra le due date - scrive il legale - intercorre un termine di appena undici giorni, che si riduce ulteriormente a sette se si tiene a mente la pubblicazione dei chiarimenti effettuata sul sito del Comune di Livorno. Tale ridottissimo termine è del tutto insufficiente ad una adeguata valutazione e successiva presentazione delle manifestazioni di interesse».

È per tutti questi motivi che nelle conclusioni la Fondazione Caprillina parla di «un approccio del tutto inadeguato all’importanza dell’attività da regolamentare, con conseguente rischio di insufficiente acquisizione di dati attendibili e della stessa possibilità di ricostruzione di un ippodromo determinante per il comune argomento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web