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Livorno

«Né tu né il Pd potete cambiare tutto»

«Né tu né il Pd potete cambiare tutto»

Raspanti (Bl) scrive al candidato del centrosinistra: «Hai avuto ruoli di primo piano»

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LIVORNO. «Caro Marco, né tu né il Pd farete punto e a capo». Dopo l’appoggio ai 5 Stelle e la polemica scoppiata su Fb, Andrea Raspanti ha scritto una lettera al candidato del centrosinistra, Marco Ruggeri.

«Non è mia intenzione – si legge – partecipare alla campagna elettorale: a oggi mi sento lontano tanto dal tuo partito quanto dal M5S». Ma «trovo semplicistica e fuorviante la sovrapposizione immediata, proposta in questi giorni dal Pd, tra il piano politico nazionale e quello locale». «Il partito che ha espresso la tua candidatura – scrive Raspanti a Ruggeri – ha poco da guadagnare e molto da perdere da questo spostamento dell'attenzione collettiva sul piano nazionale. Dopo la parentesi della presidenza Letta, che ha avuto Berlusconi come alleato, oggi il Pd condivide responsabilità di governo con il Ncd di Alfano, la cui gioventù è stata sorpresa a omaggiare la liturgia fascista col saluto romano. Dobbiamo concluderne che il Pd è un partito colluso col fascismo? Non lo penso, e non l'ho pensato quando alle primarie avete ammesso a votare Er Pecora...».

Guardando a Livorno, «la situazione drammatica che sta attraversando è responsabilità di chi l'ha governata. È talmente evidente che nemmeno tu hai potuto negarlo, scegliendo la strategia del punto e a capo e additando Cosimi come unico responsabile dello sfacelo. Tentativo goffo e anche un po' sleale, considerato che negli ultimi 10 anni – attacca – hai rivestito ruoli di primo piano nel Pd (prima segretario, poi consigliere regionale). L'esito del 25 maggio è stato chiaro: i livornesi alla retorica del punto e a capo non hanno creduto».

«Ora – sostiene – il tuo partito ha cambiato strategia. Ha visto che Renzi ha avuto buon gioco a impostare l'elezione europea (io ho votato Tsipras) come un referendum anti Grillo e vuole seguirne l'esempio stimolando la pancia dei livornesi e chiamandoli a raccolta contro le destre. Voglio essere chiaro: io credo che il M5S sia una realtà complessa e contraddittoria, e credo anche che sia limitata, ma non credo che sia di destra, e mi ha fatto piacere leggere che è dello stesso avviso il prof Iacono, sulla cui collocazione a sinistra spero nessuno avanzi dubbi».

«Credo altresì – conclude – che il Pd livornese sia una forza conservatrice incompatibile col cambiamento di cui la nostra città ha bisogno urgente». E «da una situazione come quella livornese, prodotto di decenni in cui è mancato anche solo il rischio dell'alternanza, non si esce cambiando il sindaco ma cambiando tutto, e tu non sei nella condizione di farlo». «Questo spiega – ripete – le ragioni della scelta di Buongiorno Livorno di orientare il voto verso Nogarin, lasciando agli elettori la responsabilità di valutare la proposta politica del M5S livornese e fornendo un criterio per questa valutazione (presa di distanza sul piano dei valori e dei contenuti dalle destre). Sono sicuro che mi renderai atto che, nella mia posizione, non è stata la decisione più conveniente. Possono dire lo stesso coloro che hanno scelto la strada ufficiale dell'equidistanza o del non voto?».

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