Toscana
«Qui è terra di nessuno Abbiamo paura a intervenire»
LIVORNO. «Mi spiace, preferisco non comparire sul giornale». Che si tratti di un negoziante esasperato o di un abitante che ha assistito impotente all’ennesima rissa notturna, non fa differenza:...
LIVORNO. «Mi spiace, preferisco non comparire sul giornale». Che si tratti di un negoziante esasperato o di un abitante che ha assistito impotente all’ennesima rissa notturna, non fa differenza: tutti sono disposti a parlare, a patto di rimanere nell’anonimato. Non si tratta di omertà, ma di paura di possibili ritorsioni. «Ci manca solo qualche guaio in più perché qualcuno si risente per ciò che dico», chiosa uno dei commercianti di piazza della Repubblica, riassumendo il pensiero di molti colleghi.
All’indomani della rissa in piazza dei Mille, l’ultima di una lunga serie nella zona del Voltone, per strada non si parla d’altro. Sull’uscio delle botteghe gli esercenti si fanno raccontare dai clienti ciò che è accaduto. «Ho visto tutto dalla finestra - spiega un testimone - L'hanno sciagattato di botte», dice riferendosi al tunisino rimasto a terra dopo la colluttazione. «Erano dei bimbetti ubriachi», interviene un passante, subito contraddetto: «Ma quali bimbetti, uno era alto un metro e novanta!».
Buona parte dei commercianti sembra però voler minimizzare l’accaduto. Spiegando che, almeno durante le ore del giorno, alla zona è tranquilla. «Sto in negozio tutto il giorno da sola - rivela una signora - e non ho mai corso alcun rischio». Poi però aggiunge: «Gli inconvenienti ci sono la mattina, quando dobbiamo aprire le saracinesche con i guanti e pulire i marciapiedi da pipì e cocci di bottiglia».
«Non vogliamo creare eccessivo allarmismo - conferma il titolare di un’attività poco distante - La situazione degenera durante la notte. Ma la causa non è tanto il quartiere in sé, quanto il fatto che alcuni locali aprono dopo cena e chiudono all’alba. I problemi - prosegue - sono gli stessi che si generano dove c’è la movida. Anche la delinquenza, ormai, è da tutte le parti: io non abito qui, eppure l’altra sera mi hanno rubato due bici elettriche sotto casa».
Ad aver perso la pazienza sono piuttosto i residenti. C’è chi pensa soprattutto alla salute dei figli, e ammette di stare con il cuore in gola quando questi rincasano durante la notte. Altri addossano le responsabilità alle forze dell’ordine, che «chiudono la stalla quando i buoi sono scappati». «Servono maggiori controlli - accenna un passante sulla settantina - questa al tramonto diventa terra di conquista». «Ora ne parlano tutti - attacca un altro abitante - ma stanotte nessuno ha avuto il coraggio di scendere». «Io ho paura a intervenire in quei momenti», gli risponde una signora. «E perché - continua l’uomo - io no? Ma dobbiamo fare qualcosa. La prossima volta scendiamo tutti, saliamo in auto e cominciamo a suonare i clacson: l’unico modo per farci ascoltare è fare casino».
Giorgio Carlini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google