Il Tirreno

Livorno

Cala il buio, spuntano le spranghe

di Lara Loreti
Cala il buio, spuntano le spranghe

Tre notti di risse. I cittadini scendono in strada e stringono la mano ai poliziotti intervenuti per fermare i violenti

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LIVORNO. Spranghe, coltelli, bastoni con chiodi. Botte, grida, cassonetti rovesciati, gente a terra ferita. Risse che coinvolgono decine di persone nel cuore della notte, quando la gente “normale” sta dormendo, semplicemente perché l’indomani deve andare a lavorare. La notte non è solo giovane, come si dice, ma è incandescente nel quartiere di piazza della Repubblica. Una zona che, dopo qualche mese di torpore, negli ultimi giorni s’è svegliata di nuovo e di soprassalto. Alle due, alle 5. Sveglie choc, con i residenti affacciati alle finestre, sconvolti alla vista di una guerriglia urbana da film, stile The Warriors. Cittadini preoccupati, che poi sono scesi in strada a stringere la mano ai poliziotti intervenuti per placare le acque. È successo ieri all’alba in piazza dei Mille. Ma una rissa analoga era già accaduta due notti prima sul Voltone. Due gravi episodi in tre giorni, con un tunisino ferito e arrestato. E ora che si tirano le somme, c’è un quartiere, uno dei più popolosi della città, che si ribella e chiede un sos alle forze dell’ordine. «Ora basta», è il grido unanime.

Ma vediamo più da vicino cosa è successo ieri. Sono le 5 e in piazza dei Mille ci sono alcuni ragazzi livornesi che parlano fuori dal Frankie pub, che è già chiuso. A un tratto arriva un giovane tunisino di 24 anni, armato di un bastone pieno di chiodi. Il nordafricano, secondo la ricostruzione della polizia, si avvicina al gruppo di italiani, e punta in particolare un ragazzo, tentando di colpirlo. Subito dopo, secondo le testimonianze, il tunisino viene raggiunto da una decina di connazionali. Ne scaturisce una violenta rissa in cui i due schieramenti si fronteggiano per strada, senza risparmiare colpi. Spuntano anche coltelli, che però poi non sono stati trovati dalla polizia. La situazione degenera e nel clou della rissa i tunisini tentano la fuga. Mentre il leader del gruppo nordafricano corre via, viene raggiunto e fermato da 5-6 italiani che lo colpiscono più volte, facendolo cadere a terra.

Intanto dalle finestre alla scena assistono numerosi cittadini, richiamati dalle grida. Uno di loro, terrorizzato, chiama il 113. Dalla finestra, il residente ha visto i due gruppi di giovani che se le davano di santa ragione con spranghe e coltelli. La volante si precipita sul posto, nel fuggi fuggi generale. Solo un giovane non riesce a scappare. Si tratta di Akkari Kaled, il tunisino 24enne, che è già conosciuto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, droga e altri episodi. Fino al mese scorso, infatti, era ai domiciliari (e poi all’obbligo di firma). Il giovane è a terra, con una ferita in testa. In base alle testimonianze emerse e alle indagini della polizia, è lui che ha scatenato la rissa. Accanto a lui, c’è un bastone pieno di chiodi, che viene sequestrato. Tutto intorno un tappeto di cocci. Il 24enne viene arrestato dalle volanti per rissa aggravata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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