Gioco
Addio a Vallese pediatra stimato di intere generazioni
S’è spento ieri pomeriggio nella sua abitazione in via Brin Oggi la camera ardente ai Lupi, martedì il funerale
LIVORNO. «Stai poco bene? Cosa senti? Vieni, ti porto da Vallese». Nella sua lunga e brillante carriera ha visitato mezza Livorno, tanto da diventare un punto di riferimento irrinunciabile per i piccoli livornesi. S’è spento ieri pomeriggio all’età di 76 anni il dottor Franco Vallese, storico e stimatissimo pediatra livornese.
Lo specialista è morto nella sua abitazione in via Brin, dopo una breve malattia degenerativa. Se n’è andato circondato dall’amore dei familiari, in particolare dei tre figli, Alessio, primogenito di 46 anni, Emanuele e Arianna.
Vallese è stato viceprimario della Pediatria sotto la guida di Luciano Vizzoni. Nel reparto dell’ospedale livornese ha lavorato dal ’71 fino al ’96: un’intera vita. Poi, ha esercitato la libera professione in vari studi in diverse zone della città, tra cui il più noto in via Betti. È sempre stato un nome molto apprezzato tra i pediatri, amato dalla gente e dai colleghi. In particolare, i cittadini lo adoravano e lo considerava un guru delle malattie infantili: ha curato intere generazioni.
All’avanguardia anche nella ricerca, aveva approfondito gli studi di gastroenterologia, introducendo in città le tecniche diagnostiche legate alla celiachia, quando la patologia era ancora sconosciuta a Livorno. E aveva organizzato anche congressi su questo ed altri temi, chiamando a intervenire luminari di livello nazionale e internazionale.
Il medico era ben voluto non solo per la sua professionalità, ma soprattutto per la disponibilità: era noto infatti per andare in casa dei pazienti, in caso di necessità, anche a notte fonda. E così facendo, aveva conquistato la fiducia e la stima di tutte le numerose famiglie che a lui avevano affidato i propri figli.
«Aveva una passione infinita per il suo lavoro tanto che a me e ai miei fratelli diceva sempre, scherzando ma non troppo: “Siete orfani di padre” - racconta, sorridendo commosso il figlio Alessio - Per noi è stato un padre esemplare».
Innamoratissimo della moglie Annamaria, aveva subìto un brutto trauma quando lei nel 2003 era venuta a mancare.
«Nonostante il lavoro lo assorbisse moltissimo - evidenzia Alessio - riusciva sempre ad essere presente oltre misura con noi e con mia madre. Il loro è stato un matrimonio lungo e felice».
Per chi volesse dare un ultimo saluto al medico, oggi è possibile recarsi al cimitero comunale dei Lupi, dove è stata allestita la camera ardente. Le esequie, a cura del servizio funebre della Svs, saranno celebrate martedì, alle 9.30, nella cappellina dei Lupi.
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