Gioco
Sgombero in vista per i 40 cavalli e gli allenatori
LIVORNO. Negli anni Novanta, come racconta Fabrizio Ferramosca, per tenere un cavallo al Caprilli si doveva quasi fare a cazzotti. Oggi nel centro di allenamento aperto tutto l’anno, ne sono rimasti...
LIVORNO. Negli anni Novanta, come racconta Fabrizio Ferramosca, per tenere un cavallo al Caprilli si doveva quasi fare a cazzotti. Oggi nel centro di allenamento aperto tutto l’anno, ne sono rimasti una quarantina.
Lui è tra i proprietari e allenatori più noti a Livorno. In via dei Pensieri ha 13 cavalli. Ogni box, racconta, costa circa 110 euro al mese: una volta erano compresi servizio di portineria, guardia notturna, smaltimento del letame, forniture. «Ora – dice – i servizi latitano». Da un po’ «la difficoltà più grande si chiama insicurezza: non sapere se e quando staccano il gas, la luce...». Poi ci sono l’erba da tagliare, la pista di allenamento «precaria perché servirebbe nuova sabbia e dovrebbe essere bagnata», l’acqua a regime ridotto perché si è rotta una pompa, il letame. «Quello che dispiace – aggiunge l’operatore che dice di sperare nel passaggio ad Alfea – è vedere ridotto così un impianto bellissimo. Se non potrò lavorare in condizioni decenti sarò obbligato a portare via i cavalli».
I cavalli dovranno essere portati via comunque. Gli operatori dicono che «un mese fa la Labronica ci ha mandato lo sfratto dicendo che entro 15 giorni avremmo dovuto liberare l’area». Il liquidatore controbatte che «sapevano di dover lasciare i box almeno da giugno 2013». Perché gli accordi con Alfea prevedono che alla società pisana sia consegnato un impianto libero. In ogni caso tra non molto il centro di allenamento potrebbe non esistere più: il mondo dell’ippica è in crisi e Alfea, che sta ancora trattando col Comune, ha proposto agli operatori di tenere i cavalli al Caprilli solo nei mesi delle corse, dopo avere saldato i canoni arretrati del 2013. Così l’ippodromo resterebbe aperto, anche ai cavalli, solo l’estate.
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