Gioco
La rivincita di Ugo Dopo la denuncia riavrà la pensione
Grazie all’appello della mamma al Tirreno è stata riattivata l’indennità di accompagnamento dopo l’ictus avuto nel 2012
LIVORNO. «È stata una grande gioia veder tornare il sorriso sui volti di mamma e di Ugo. Ora la battaglia che combattiamo tutti insieme fa meno paura».
È raggiante Carlo Braccini, mentre rivela al Tirreno la bella notizia: a suo fratello è stata riassegnata l’indennità di accompagnamento, con tanto di arretrati. Ugo ha 61 anni, di cui gli ultimi due passati tra letto e sedia a rotelle, in seguito all’ictus che lo ha colpito nel 2012. Da allora, al suo fianco c’è sempre stata la mamma, Liliana Sardi, vedova 81enne che lo accudisce con amore e sacrifici. Fino a gennaio Liliana e Ugo erano riusciti a tirare avanti, e a far fronte alle costose spese per medicine e riabilitazioni, mettendo insieme tre pensioni: la minima della mamma, quella di invalidità al 100% del figlio, più l’indennità di accompagnamento.
Ma, come raccontato da Liliana, quest’ultima a febbraio era stata negata loro senza alcun preavviso e, secondo quanto spiegato dalla famiglia Braccini, non sarebbe stata riattivata prima di due o tre mesi per motivi burocratici.
Una decisione che di colpo faceva “sparire” quelle 700 euro mensili che nella situazione di Ugo erano semplicemente vitali. «Ci siamo ritrovati senza un soldo da un giorno all’altro - disse Liliana al nostro giornale - Dobbiamo decidere se mangiare o pagare cure e medicinali. È una scelta che nessuna madre vorrebbe vedersi costretta a fare».
Proprio quel disperato appello, però, è riuscito a smuovere le acque. Prima è cominciata una gara di solidarietà nei confronti di Ugo e Liliana. E poi, con la stessa sorpresa con la quale era stata tolta, l’indennità di accompagnamento è stata loro rinnovata la settimana scorsa.
Lo conferma il fratello Carlo: «Dopo l’articolo sul Tirreno molte persone ci hanno contattato per sapere in che modo avrebbero potuto rendersi utili, non solo da un punto di vista economico. In particolare - prosegue Carlo - una signora (che preferisce non rivelare la sua identità, ndr) si è “affezionata” a mamma e per lei ha rappresentato non solo un aiuto concreto, ma anche psicologico, perché le ha fatto capire di non essere sola».
A dare grande forza d’animo a Liliana ci hanno pensato anche quelle mamme, quei babbi, quei fratelli e sorelle con parenti disabili che le hanno fatto arrivare la loro solidarietà e le hanno consigliato alcuni procedimenti per ottenere la restituzione dell’indennità di accompagnamento.
Fondamentale, in tal senso, anche l’interessamento della parrocchia di Sant’Andrea e dell’Apici. «Grazie al lavoro dell’associazione - afferma Carlo - Ugo ha ottenuto di nuovo l’indennità che gli spetta, e da aprile prenderà regolarmente entrambe le pensioni».
Così in casa Braccini è tornato il buon umore: «Sabato abbiamo fatto una bellissima passeggiata fuori tutti insieme. Mamma è commossa dall’affetto che ha scoperto in città. Ora non ha più quella tremenda preoccupazione di non poter garantire assistenza a suo figlio». E Ugo? «Negli ultimi mesi - conclude Carlo - mio fratello si sentiva un peso. Ora ha ritrovato la voglia di vivere». E di scherzare: «Appena sono arrivati i soldi ha detto a mamma di togliersi qualche sfizio, come quello di andarsi a fare i capelli!».
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