Il Tirreno

Livorno

La difesa del legale «Annulli vicini colpa del sistema»

«Ma se lei volesse mettersi in tasca i soldi dei rimborsi dei clienti userebbe la sua password anche conoscendo quella dei colleghi? E poi farebbe le operazioni di incasso e rimborso a distanza di...

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«Ma se lei volesse mettersi in tasca i soldi dei rimborsi dei clienti userebbe la sua password anche conoscendo quella dei colleghi? E poi farebbe le operazioni di incasso e rimborso a distanza di pochi secondi di distanza l’uno dall’altro?».

I dubbi dell’avvocato Lorenzo Calvani (nella foto) sulla colpevolezza della sua assistita, l’ex cassiera del Cup Isabella Maggio imputata con l’accusa di peculato, inizia con due domande che fanno sorgere alcuni dubbi soprattutto quando il legale prova a rispondere ai quesiti. «La nostra linea difensiva è semplice: i soldi non se li è messi intasca perché non sono mai entrati nelle casse della Asl. Quando la mia assistita eseguiva le prenotazioni per le visite prima smarcava i servizi richiesti e poi alla fine toglieva quelli sbagliati per fare più veloce quando aveva la fila. Il sistema dell’Azienda però li ha registrati come rimborsi senza documentazione quando invece si tratta di errori. Infatti le due operazioni di ogni singolo cliente sono state registrate a una distanza temporale di un minimo di 7 secondi a un massimo di due minuti».

C’è poi un altro aspetto che secondo il legale scagionerebbe la sua cliente invece di inguaiarla:

«Per i soldi in uscita non risultano documenti e ai clienti non sono stati restituiti perché mai versati».

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