Il Tirreno

Livorno

Al Caprilli senza luce e gas ma solo cumuli di letame

di Juna Goti

L’ impianto è ko: domani è previsto il sopralluogo di ufficio Ambiente e Aamps Il Comune pagherà la pulizia. Ecco le immagini del degrado tra pista e scuderie

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LIVORNO. Il gas è stato staccato una quindicina di giorni fa, insieme alla linea telefonica. E per ieri era atteso il blocco della luce. Tutto mentre il letame dei cavalli da corsa si è accumulato: nessuno lo porta via, così è stato ammassato a due passi dall'ingresso, accanto alle scuderie, dove sono ancora ospitati una quarantina di esemplari. Oggi il Caprilli, gioiellino delle corse all'Ardenza, si presenta così.

Gli ultimi mesi, anzi anni, di travagliate trattative tra Comune, società pisana Alfea e lavoratori della Labronica (società del Comune in liquidazione) non hanno ancora portato a una soluzione definitiva. E nel frattempo l'impianto è tornato nelle condizioni disastrose dello scorso anno, quando le corse hanno rischiato di saltare, per essere poi in parte recuperate solo a fine estate.

Dopo che alla Labronica è stato staccato il gas, i dipendenti che sono rimasti – e che sono ancora in guerra con il Comune, perché non vogliono firmare nuovi contratti con Alfea e con la società che gestirà il golf in Banditella, ma chiedono di essere trasferiti tutti in altre partecipate – hanno detto di non poter fare la doccia. E quindi di non poter trasportare il letame dalle scuderie all'angolo del pratone centrale dove di solito viene ammassato prima del trasporto.

Va detto che se anche i lavoratori avessero spostato i sacchi del letame, la Labronica (che ha un maxi debito pregresso, anche se chiuderà il 2013 in utile) non avrebbe comunque avuto le risorse per lo smaltimento. Lo dice a chiare lettere il liquidatore, Fabrizio Giusti: «Oggi non ha soldi, non può pagare né le bollette né lo smaltimento di questi rifiuti». Così a farsene carico sarà il Comune.

Domani l'ufficio Ambiente farà un sopralluogo con Aamps per la pulizia straordinaria. La seconda o la terza da un anno e mezzo a questa parte. Come mostrano le foto scattate ieri, nell’area non c’è solo il letame: vicino alla sala partenti c’è un cassone pieno di rifiuti urbani, mentre nel prato centrale ci sono anche attrezzature di ferro e vecchi arredi di plastica. «Con l’arrivo del caldo si è reso necessario un intervento di emergenza – conferma il dirigente all’Ambiente e capo della protezione civile, Leonardo Gonnelli – per garantire il rispetto delle condizioni igienico sanitarie per chi abita nei palazzi intorno e per chi lavora nell'impianto».

Perché al Caprilli sopravvive ancora, tra mille difficoltà (e nonostante la lettera di sgombero del liquidatore), il centro di allenamento. Una volta c’erano più di 200 cavalli, oggi ne sono rimasti una quarantina. E come racconta Fabrizio Ferramosca nell’articolo a fianco, per proprietari e allenatori lavorare e vivere al Caprilli sta diventando impossibile. Ma le corse si faranno? La convenzione ministeriale scadrà ad aprile, mentre ai lavoratori della Labronica (il Comune spinge per il loro ingresso in golf e Afea) non è ancora stata inviata l’annunciata lettera di licenziamento. Per ora l’orizzonte, dice Giusti, resta che «Alfea prenda l’ippodromo: la Labronica non può gestire le corse, qualcuno si dimentica che è in stato di insolvenza...».

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