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Dubbi e partecipate Così con i lavoratori la strada resta in salita

LIVORNO. Entro quindici giorni la società che gestirà il campo da golf in Banditella, invierà quattro lettere con la proposta di assunzione (contratto delle Palestre e degli Impianti Sportivi, a...

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LIVORNO. Entro quindici giorni la società che gestirà il campo da golf in Banditella, invierà quattro lettere con la proposta di assunzione (contratto delle Palestre e degli Impianti Sportivi, a tempo indeterminato) ad altrettanti lavoratori della Labronica Corse Cavalli. Ma i nodi rispetto alla società del Comune e ai suoi venti dipendenti sono ancora sul tavolo. Tutti, o quasi, da sciogliere.

La situazione è più complicata di quanto sembri, e non è affatto scontato che i diretti interessati accettino subito il lavoro. Perché? Com’è noto, dei venti dipendenti della Labronica (società in liquidazione del Comune), cinque sono già passati ad altre aziende partecipate (Aamps e Casalp), mentre per gli altri il Comune ha previsto un percorso con il golf e con la società pisana Alfea, che dovrebbe gestire le corse al Caprilli nei prossimi anni.

Il condizionale continua ad essere d’obbligo. Ieri il sindaco ha ripetuto che «con Alfea stiamo portando avanti le trattative» e che «l’impegno dell’amministrazione è da sempre teso a non lasciare nessuno senza reddito e senza un'occupazione a tempo indeterminato».

Il punto è che dalla recente entrata in vigore della legge che permette il passaggio di lavoratori tra le partecipate, tutti i cassaintegrati della Labronica chiedono di entrare nelle società comunali, come i cinque colleghi (che sono stati scelti in base ai criteri dell’anzianità di servizio e dei carichi familiari definiti dalla legge 223 sul licenziamento collettivo e ora contestati).

Le lettere con la proposta di assunzione già inviate nelle settimane passate sia dalla società di golf che da Alfea prevedevano l’assunzione dei lavoratori dell’ippodromo dalle liste di mobilità. Ma a oggi il liquidatore della Labronica non ha ancora inviato le lettere di licenziamento e nessuno dei diretti interessati sembra intenzionato a licenziarsi per accettare il nuovo posto. Non c’è questa intenzione perché i più vogliono restare agganciati al treno delle partecipate e si dicono pronti sia ad aspettare che a ricorrere alle vie legali. Un bel caos. Mentre i tempi stringono. E a questo punto tutti i nodi dovranno venire al pettine. (j.g.)

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