Gioco
«Dirigente senza ufficio né ruolo» ma Aamps lo paga 80mila euro
Dopo le ristrutturazioni e il passaggio dalla Tia alla Tares il manager si ritrova a fare cose marginali e con «attività del tutto residuali e assolutamente non sufficienti a giustificare la sua presenza»
LIVORNO. In Aamps c’è un dirigente pagato 80mila euro lordi all’anno per svolgere «attività del tutto residuali e assolutamente non sufficienti a giustificare la sua presenza in azienda». Il caso, rilanciato da alcuni sindacati (sul piede di guerra per il mancato riconoscimento dell’aumento previsto dal contratto Federambiente) rischia di allargarsi anche alle altre partecipate, se è vero che, nell’ambito della mobilità tra le società controllate dal Comune, la stessa Aamps ha sottolineato l’esubero, facendo presente all’amministrazione l’opportunità di un trasferimento in un’altra società partecipata. Ma, ad oggi, non c’è stato alcun passaggio, e il dirigente è sempre al suo posto, con compiti marginali rispetto alle funzioni per le quali era stato promosso in quel ruolo.
A conferma delle indiscrezioni dei sindacati c’è una “informativa”, datata 9 gennaio 2014: un documento che Aamps indirizza ai sindacati e alle Rsu, al Ministero dell’Interno, al sindaco Cosimi e al diretto interessato: si tratta di Luca Cosci, in passato direttore amministrativo dell’azienda.La nota ha per oggetto “Legge di Stabilità - comunicazione ai sensi del comma 564”. È la legge che, tra le altre cose, prevede che le società controllate dalle pubbliche amministrazioni redigano un documento individuando numero, collocazione aziendale e profili professionali dell’eventuale personale in eccedenza.
Nell’informativa si legge che in Aamps «è emersa l’eccedenza di una risorsa umana, individuata nel dottor Luca Cosci, attuale dirigente delle aree Tia/Tares, Qualità ambientale e Centro elaborazione dati».
Il documento elenca le motivazioni: «Il 10 maggio 2013 l’assemblea dei soci effettuava la rivisitazione della macrostruttura aziendale (...) disponendo che l’area economico/finanziaria fosse alle dirette dipendenze del direttore generale, anziché attribuita al dirigente amministrativo (Cosci, ndr), così come avvenuto fino ad allora». In seguito, nel novembre 2013, la giunta comunale «ha dato mandato di procedere all’affidamento a Aamps, per il triennio 2014/2016, del servizio di supporto al tributo Tares dell’Unità organizzativa entrate del Comune», prevedendo il «trasferimento degli uffici del settore Tia/Tares di Aamps e del personale ad esso assegnato presso la sede del settore tributi del Comune».L’allestimento di tali uffici è attualmente in corso, e entro aprile il personale di Aamps si sposterà nella sede comunale di via Marradi. Ma il trasferimento non riguarda il dirigente, perché «il tributo Tares, a differenza della Tia, è di esclusiva competenza dell’amministrazione, così viene meno per Aamps l’attività di riscossione e recupero del tributo».
Insomma: senza la responsabilità sull’area economico/finanziaria, senza il controllo sul settore Tia/Tares, al dirigente non rimangono che funzioni marginali, a fronte di una retribuzione lorda di 80mila euro lordi all’anno. Nel documento Aamps parla chiaro: quella figura è in esubero: «Appare evidente che le attività da assegnare ad oggi al dirigente dott. Luca Cosci risultano del tutto residuali e assolutamente non sufficienti a giustificare la presenza di un dirigente in azienda, rappresentando quindi, oltre che uno svilimento della professionalità, anche una non corretta gestione della finanza pubblica». Per questo il 7 gennaio 2014 Aamps ha comunicato al Comune «l’esubero della figura dirigenziale», e ai sindacati la «possibile mobilità del lavoratore presso altre società controllate».
Secondo alcune indiscrezioni da gennaio sarebbe cominciato un percorso con Casalp, che dovrebbe portare il dirigente a ricoprire il ruolo di direttore generale in questa seconda partecipata. Per i sindacati, però, ci sarebbero alcuni “intoppi”, visti i tempi piuttosto lunghi della procedura. Ma l’amministratore unico Enzo Chioini minimizza, parlando di un iter «più che normale» e di una situazione che spera essere «in via di risoluzione». Intanto il dirigente resta al suo posto, senza un ufficio da controllare o una finanza da amministrare, ma con 6153 euro lordi mensili...
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