Gioco
Assolto con 3 etti di marijuana a casa «Uso personale, c’erano le foglie»
Stefano Tosi, 38 anni era accusato di spaccio. L’avvocato: nelle buste sequestrate anche i rami, ecco perché non poteva venderla ai clienti
LIVORNO. Assolto dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio nonostante in casa la polizia gli avesse trovato tre etti e mezzo di marijuana, divisa in quattro buste di cellophane.
Dopo la sentenza della Cassazione che ha bocciato a metà febbraio l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti, dal Tribunale di Livorno arriva un’altra decisione che potrebbe cambiare molti procedimenti penali in corso legati all’uso di hashish e marijuana.
Al centro del processo la storia di Stefano Tosi, 38 anni a luglio. All’inizio di ottobre gli agenti pensando di sventare un furto nella zona delle Sorgenti entrarono a casa di Tosi e trovarono nella sua soffitta una sorta di magazzino della droga e quasi 500 euro in contanti. Oltre all’erba, infatti, spuntarono fuori un grammo di cocaina e un flacone di metadone. Il 38enne finì ai domiciliari nonostante le dichiarazioni di innocenza da parte dell’uomo. «Non sono uno spacciatore - disse anche al giornale - quella marijuana era solo per me».
La tesi dell’uso personale è stata anche la linea difensiva dei suoi legali l’avvocato Massimo Gambacciani e la collega Isabella Martini. Spiega Gambacciani: «Al giudice abbiamo spiegato come all’interno delle buste sequestrate dagli agenti non c’erano solo i fiori ma anche foglie e i rami della pianta, motivo per cui quella droga non era destinata allo spaccio ma al solo uso personale».
Durante l’udienza preliminare davanti al giudice Gioacchino Trovato il pubblico ministero Massimo Mannucci al termine della requisitoria ha chiesto per l’imputato una pena di 2 anni e 4 mesi con rito abbreviato, oltre a una multa di 6mila euro.
Quando il giudice è tonato dalla camera di consiglio per leggere la sentenza è arrivata l’assoluzione perché «il fatto non costituisce reato». Dunque il magistrato ha ritenuto che la droga fosse realmente per uso personale.
«Siamo molto soddisfatti della sentenza - va avanti l’avvocato Gambacciani - il giudice ha accolto in pieno la nostra tesi difensiva che era molto semplice: il mio cliente aveva quella droga solo ed esclusivamente per uso personale e non aveva nessuna intenzione di venderla a terze persone».
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