La protesta
Piante, fiori, pneumatici e il giardino sui fossi è creativo e verticale
Inizia domenica l’esperimento sugli Scali del Refugio per una trasformazione dello spazio urbano
LIVORNO. Una meravigliosa esposizione di piante e fiori colorati è esplosa improvvisamente lungo i fossi del quartiere Venezia. "Fosso in fiore" è il primo modello nella nostra città e sorge sugli scalandroni degli scali del Refugio allo scopo di rendere questa zona livornese creativa e suggestiva a livello sensoriale ed emotivo. Il progetto nasce dall'entusiasmo di Silvia Biondi (proprietaria del locale Bodeguita) la quale, notando che sullo scalandrone adiacente a dove sorge attualmente il suo giardino era nato un naturale e piccolo orticello che nonostante tali caratteristiche riscuoteva molto successo tra gli abitanti e i turisti, ebbe l'idea di riprodurre una simile esperienza lungo tutte le mura della Venezia.
"Fosso in fiore" vuole essere un esempio sperimentale di quello che potrebbe realizzarsi su tutti gli scalandroni della Venezia: i primi giardini verticali verranno inaugurati domenica.
Scopo principale del progetto è trovare un nuovo modo di osservare e vivere il quartiere, rendendo i canali della Venezia più graziosi e innovativi, per far sapere ai cittadini che "cambiare" non è solo un verbo all'infinito ma anche una possibilità. Le piante offrono bellezza e naturalità a tutti gli ambienti, creando benessere psicologici e sociali.Per questo motivo nella scelta della vegetazione sono selezionate diverse tipologie di piante locali vivaci e colorate, un intreccio di armonia, profumi primaverili e molteplici sfumature.Per la struttura, invece, sono stati ideati e utilizzati due tipi di supporti creati ricostituiti da materiali di recupero: pneumatici e cassette costruite con vecchi bancali. Fondamentale è stato l'impiego di elementi a costo zero e difficili da smaltire, ai quali è stato possibile elargire colori che si adattassero al contesto circostante e un utilizzo notevole.Per fissare la struttura di supporto sono stati impiegati elementi in ferro e acciaio, in quanto il muro, tutelato dalle Belle Arti, non poteva essere forato. Prossimo passo sarà sostituire quei materiali con altri più ecologici e che meglio si adattino all'area locale, come per esempio l'utilizzo di corde e vecchie reti da pesca.A supportare "Fosso in Fiore": Cecilia Doveri, coordinatrice del progetto; Stefano Benvenuti, agronomo specializzato in piante autoctone e giardini pensili; Guido Puccioni, giardiniere e falegname creativo; Arianna Sirigatti, Gaia Bernini, Nicola Freschetti, Giulia Mariotti e Gianni Niccolai, per la loro esperienza nella coltivazione naturale e nella scelta della vegetazione; Valerio Bandini, per la progettazione strutturale; Jonathan Rossi, per la realizzazione della struttura.
Importante la partecipazione da parte della Cooperativa BioDiversi (Fresco in Città), nella scrittura del progetto, e dello studio WhatsArk, per la progettazione grafica e strutturale. Il progetto è promosso dal Centro Commerciale Naturale Venezia.
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