Sicurezza
La prima bambina espulsa per proteste
Ha 13 anni e gioca con i maschi: rosso e due giornate di squalifica per aver criticato l’arbitro
LIVORNO. La storia del calcio italiano è ricca di strane e clamorose squalifiche. Dalle parole di Rivera su Campanati nel 1972 ai recenti sfoghi di Mario Balotelli, passando per il pugno di Materazzi a Cirillo e per altri mille episodi. Ma spesso, sia nel pallone dilettantistico che in quello giovanile, spuntano cartellini rossi davvero particolari e curiosi. E l’ultimo è arrivato a Livorno, dove una bambina di tredici anni è stata espulsa e squalificata per due giornate. Fin qui niente di così eclatante, ma lo scenario cambia alla luce del fatto che era l’unica femmina in campo in mezzo a tanti maschietti della stessa età.
Esordienti...fair play? Attenzione: non si parla di falli di gioco particolarmente cattivi, nessun pugno e nessuna reazione da parte della ragazzina. Soltanto una protesta, forse mal interpretata dal direttore di gara. Tutto è successo domenica mattina nel girone B labronico del campionato Esordienti A 2001 fair play, un torneo basato tra l’altro esclusivamente sul divertimento, dato che la classifica viene stilata sommando i punti tecnici (tre per la vittoria, uno per il pareggio) a quelli meritocratici (maggior numero di bambini utilizzati, correttezza in campo…).
Ma nonostante questo si verificano spesso episodi negativi. Questa è inoltre l’ultima categoria dove le femmine possono stare nelle squadre maschili: possono giocare anche quelle che hanno un anno in più rispetto ai boys, ma la baby calciatrice del nostro caso è nata nel 2001, proprio come i suoi compagni.
Rosso e due turni di stop. La ragazzina è livornese, gioca in una squadra della sua città ed è stata espulsa per proteste dal direttore di gara: cartellino rosso e due giornate di squalifica. Ma la società spiega: «Nel terzo e ultimo tempo l’arbitro ha concesso un rigore alla formazione avversaria, ma lei si è subito lamentata. Così è arrivata l’espulsione. Ma il fischietto ha frainteso le sue parole. Lei gli ha infatti detto: “La palla è quella tonda, non può essere rigore!”.
L’arbitro non ha capito o non ha sentito bene la sua protesta, tirando fuori il rosso. Poi ha scritto sul referto determinate cose, che hanno portato alla squalifica di 2 turni».
Bambina calma e solare. I dirigenti della società livornese sono sorpresi, anche perché «è una bambina tranquilla – raccontano – simpatica e solare. Si impegna, si diverte ed è sempre presente agli allenamenti. È sempre stata ed è ancora una sportiva: ha iniziato con il ciclismo, ora si dedica invece sia al calcio che alle arti marziali. E fa grossi sacrifici per conciliare gli impegni di questi due sport con la scuola.
L’inserimento in un gruppo di maschi? Nessun problema, anche perché nella stessa squadra c’è il suo fratello gemello.
Ha iniziato a giocare a calcio da noi tre anni fa, poi ha smesso e ha ripreso soltanto da un mese e mezzo. Inizialmente la madre era un po’ scettica, poi ha cambiato idea e ora è contenta per la figlia che fa ciò che le piace. I ragazzini si trovano bene con lei. E lei si trova bene con loro. L’espulsione dell’ultima partita non macchia di certo questo bellissimo gruppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
