Gioco
Authority, sindacati e Confindustria nasce il patto contro gli intoppi
LIVORNO. L’Authority mette in pista «un coordinamento stabile» con Confindustria e sindacati per «affrontare e sciogliere i principali nodi del porto». Quali? I rischi per l’occupazione, gli intoppi...
LIVORNO. L’Authority mette in pista «un coordinamento stabile» con Confindustria e sindacati per «affrontare e sciogliere i principali nodi del porto». Quali? I rischi per l’occupazione, gli intoppi delle procedure sui progetti di dragaggio, la sburocratizzazione del problema bonifiche trasfererendo le competenze autorizzative da Roma (Sin) a Firenze (Sir). È il frutto del conclave che ha visto protagonisti a Palazzo Rosciano,la Confindustria e i sindacati.
Ma non c’è il rischio di ritrovarsi con un comitato portuale bis? No, nessun doppione, dice Massimo Provinciali, segretario generale dell'Authority («l’obiettivo è quello di trovare un giusto equilibrio tra le istanze sociali, i problemi del porto e le leggi dello Stato»).
Per il direttore di Confindustria, Umberto Paoletti, è « l'avvio di un metodo innovativo». E aggiunge: questo tavolo di lavoro consentirà di operare in tandem con l'Authority «anche nei rapporti con le altre istituzioni, tra cui Regione e ministero dell'ambiente». Con un obiettivo: «velocizzare l'emanazione del decreto per il passaggio delle aree portuali alle competenze regionali». Ed è confermata la «priorità di attenzione» sulla manodopera in porto che «da tempo presenta numerose criticità».
All'incontro hanno partecipato il presidente e il direttore generale di Confindustria, Alberto Ricci e Umberto Paoletti; il numero uno dei rimorchiatori livornesi, Piero Neri; il vicepresidente di Asamar, Fabio Selmi, e i leader provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Strazzullo, Giovanni Pardini e Francesca Cantini.
Quanto ai ritardi nel perfezionamento del decreto di riperimetrazione del “Sin”, l’Authority precisa che la sollecitazione ministeriale riguarda non l’Authority ma «una singola pratica presentata da un soggetto privato e che il Ministero ritiene di dover evadere prima di dare corso al passaggio delle aree portuali alle competenze regionali».
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