Il Tirreno

Livorno

Una quarantina di profughi del Mali

In fuga dalla guerra chiedono asilo politico

In fuga dalla guerra chiedono asilo politico

LIVORNO. Chi non ha una gamba, a chi manca un occhio. Ferite di guerra, inferte da proiettili vaganti. Segni evidenti e tangibili di un conflitto che si porteranno per sempre addosso. Sono una...

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LIVORNO. Chi non ha una gamba, a chi manca un occhio. Ferite di guerra, inferte da proiettili vaganti. Segni evidenti e tangibili di un conflitto che si porteranno per sempre addosso. Sono una quarantina i profughi arrivati nei giorni scorsi in città. Vengono dal Mali e hanno dai 19 ai 32 anni. E chiedono asilo politico per potersi poi muovere liberamente in Italia e in Europa.

Hanno in comune la disperazione di chi scappa da un Paese dove imperversa un conflitto. Scontri quotidiani e un’economia al tracollo. Per questo, come raccontano loro stessi, sono venuti via da casa, lasciando famiglie e in alcuni casi il lavoro. Tra loro ci sono cuochi, autisti, operai. Qualcuno lavorava già in Libia, altri sono venuti in Italia direttamente dal centro dell’Africa. «Era impossibile continuare a vivere nel mio Paese, lì ogni cosa è distrutta», dice un giovane, in francese.

Alcuni di loro, i più istruiti, riescono a esprimersi in francese, ma altri parlano solo il bambara, lingua di una delle principali etnie locali.

Ognuno di loro ha una storia diversa. C’è chi ha sempre vissuto in Mali e ha visto nell’Italia una speranza per una vita nuova, chi invece era già emigrato e aveva avuto un’esperienza in altri Paesi africani. La maggior parte però per arrivare in Europa ha attraversato mezza Africa per poi imbarcarsi dalla Libia.

E c’è anche chi ha parenti in Francia e auspica, dopo aver chiesto e ottenuto i permessi in Italia, di potersi spostare verso nord ovest.

Da ieri i 40 maliani sono in questura per essere identificati. L’ufficio Immigrazione della questura di via Fiume, diretto da Stefano Caroti, li sta fotosegnalando e sta raccogliendo le loro domande di asilo politico per analizzarle. Gli africani sono in buona salute e sono ospitati in parte all’hotel Ariston in parte alla dependance dell’hotel Giappone.(l.l.)

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