Il Tirreno

Livorno

Ecco le tre fatture che fanno tremare Bielle

In particolare c’è la sponsorizzazione saltata con la Delta srl nel 2008 pari a 300mila euro

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LIVORNO. Ci sono diverse cose imbarazzanti nell’inchiesta penale sulla gestione di Basket Livorno tra il 2005 e il 2009: la presunta doppia contabilità, (una reale, l’altra ufficiale da presentare alla Commissione di controllo della Federazione), i documenti trovati sul pc dell’ex presidente Patrizio Tofani e indirizzati al sindaco Alessandro Cosimi attraverso i quali si informava il primo cittadino della reale situazione debitoria della società partecipata dal Comune e i soldi della sponsorizzazione trasformati in finanziamento soci.

Ma nel mirino degli investigatori sono finiti soprattutto i presunti episodi distorsivi che hanno portato all’iscrizione nel registrato degli indagati dello stesso presidente e del liquidatore e numero uno del cda Anna Lisa Mazzola e le criticità emerse dall’esame dei bilanci e della documentazione contabile. In particolare il nucleo di polizia tributaria della Finanza ipotizza «l’emissione di fatture interamente stornate da note di credito fortemente indiziate di falsità».

Tre gli esempi. Il primo riguarda la fattura numero 25 del 30 giugno 2008 emessa nei confronti di Delta srl avente per oggetto la stagione sportiva 2008/2009 per 300mila euro internamente stornata 11 febbraio dell’anno successivo. Nell’hard disk di Tofani è stato rilevato il file “Basket Livorno” modificato per l’ultima volta il 30 gennaio 2009 costituito da una lettera che la Delta avrebbe mandato il 20 dicembre a Bielle per comunicare la messa in liquidazione e l’impossibilità di diventare primo sponsor. La lettera è datata 9 giorni dopo l’approvazione del bilancio; la società Delta il 14 febbraio è stata messa in liquidazione ed è fallita il primo aprile.

Le altre due riguardano, la prima una fattura di 180 mila euro nei confronti della Td Group poi stornata (la sponsorizzazione era finita a luglio 2007) e due fatture a Ecla stonate altrettante volte e per le quali lo stesso Tofani chiede al sindaco Cosimi un aiuto per farla «ingoiare», che tradotto dallo stesso presidente significava «pigiare per farla pagare».

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di Redazione web