Il Tirreno

Livorno

"Ubriaco al volante uccise 2 persone": chiesto l’arresto

di Federico Lazzotti
"Ubriaco al volante uccise 2 persone": chiesto l’arresto

Nella tragedia morirono Maurizio Labruzzo e Isanella Rossi. Il pm in aula: è evaso dai domiciliari senza il permesso. Ok all’abbreviato

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LIVORNO. Nelu Casangiu, 41 anni, professione camionista, si allontana dal tribunale di Livorno appoggiando il peso del corpo sulle stampelle. L’udienza preliminare davanti al giudice Antonio Pirato si è appena conclusa. E nei suoi confronti, accusato di essere il responsabile della tragedia di Hallowen, lo spaventoso incidente avvenuto in via delle Sorgenti nel quale persero la vita Maurizio Labruzzo e Isanella Rossi, il pubblico ministero Daniele Rosa ha chiesto l’arresto.

L’uomo, infatti, ai domiciliari dal primo novembre dello scorso anno, è stato pizzicato al supermercato in compagnia della moglie in un’orario fuori da quello previsto per l’uscita. «Era andato in caserma - ha replicato l’avvocato difensore Alessandro Catarsi - e sulla strada del ritorno la compagna si è fermata a comprare alcune cose». Adesso toccherà al giudice sciogliere la riserva e decidere se trasferire il 41enne in carcere in attesa della sentenza. Ieri mattina i legali dell’indagato hanno presentato la richiesta di giudizio abbreviato che consentirà uno sconto di un terzo sulla pena finale.

Casangiu è accusato di omicidio plurimo aggravato, lesioni e guida in stato di ebbrezza. Un reato per il quale la pena massima può arrivare a 15 anni e che con la scelta del rito alternativo scende a 10 anni.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la Volvo S60 grigio metallizzato del 41enne che si era messo alla guida con un tasso alcolmemico pari a 2,97 grammi per litro, avrebbe travolto la berlina sulla quale viaggiavano le due vittime e altre tre persone. «Quando le due auto si sono incrociate lungo la strada - hanno raccontato i passeggeri della macchine che hanno assistito allo schianto - la Volvo è andata nella corsia opposto innescando lo schianto frontale».

Una versione che la difesa del camionista contesta. Agli atti del procedimento, infatti, è stata allegata una consulenza di parte nella quale si ipotizza un concorso di colpa. Secondo l’esperto che ha firmato il crash test l’auto condotta da Paolo Martolini «sarebbe stata troppo vicina alla linea che divide le due carreggiate».

Il problema di queste riproduzioni - taglia corto Andrea Dinelli, l’avvocato che cura gli interessi delle tre parti civili - «è che inserendo un parametro diverso cambia anche il risultato della simulazione». L’appuntamento con la sentenza è per il prossimo 27 maggio mentre nei prossimi giorni il giudice dovrà sciogliere la riserva sull’arresto.

 

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